Con piacere offriamo ai lettori questa citazione del vol. XII della Storia universale della Chiesa (La rivoluzione francese, la restaurazione, la frammentazione protestante) del Card. G. Hergenröther che – nello stesso libro – dedica ulteriore spazio al tema della rivoluzione nella Russia scismatica.
[…] Anche la Russia, a tutto rigore, appartiene al novero di quegli Stati che sono lacerati dalla rivoluzione. Quivi la rivoluzione appare in alto da quel dispotismo che calpesta ogni diritto per quanto sacro e solennemente riconosciuto, e in basso prepara sempre più, mediante il nichilismo che avanza, il progredire delle sette nel popolo e dell’incredulità fra le classi più alte, le quali professano riverenza alla chiesa dello Stato solo all’esterno, in quanto è conservata in piedi dalla potente mano dello zar. Questa chiesa di Stato, muta e priva dei mezzi di rinnovamento spirituale, ha un clero in grande maggioranza ignorante, e pochissime opere in teologia, nella quale usò in gran copia autori protestanti. Eugenio Bulgar, arcivescovo di Jekaterinoslaw e di Cherson (+1806), ardente polemista contro i latini, era di nascita greco. L’arcivescovo Platone di Mosca (+1812) divenne noto, più che altro, per la sua Dottrina ortodossa, una specie di catechismo, in cui si trovano molte somiglianze col protestantesimo.
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