Volentieri offriamo ai lettori questo importante estratto di Golpe nella Chiesa. Documenti e cronache sulla sovversione: dalle prime macchinazioni al Papato di transizione, dal Gruppo del Reno fino al presente. Si tratta di un prezioso “testamento” dell’autore don Andrea Mancinella, passato all’eternità il 29 febbraio 2024.


[…] La resistenza dei cattolici: un dovere ineludibile

La nouvelle théologie e i suoi adepti, che credono di aver vinto, sono, dunque, destinati ad una sicura sconfitta. Essi passeranno, così come sono passate tutte le altre eresie e tutti gli eretici che nel corso dei secoli hanno attaccato la Chiesa – che per promessa divina è indefettibile – con la presunzione di «riformarla» secondo le loro malsane dottrine. Nel frattempo è necessario non cedere le armi, ma prepararsi più che mai a sostenere l’inevitabile combattimento, senza farsi intimorire dal gran numero di coloro che, per ingenuità, incoscienza o, peggio, per interesse, hanno seguito la corrente accodandosi al corteo della Rivoluzione nella Chiesa.

Il numero non ha mai fatto la verità: verità che può essere, sì, approfondita, sviluppata, ma sempre in eodem sensu eademque sententia, nel medesimo senso e secondo la medesima dottrina, e che in nessun caso potrà mai cambiare, né essere contraddetta da novità di alcun genere e sotto nessun pretesto di aggiornamento o di progresso: «Il senso dei sacri dogmi che deve sempre essere conservato è quello che la santa madre Chiesa ha determinato una volta per tutte e non bisogna mai allontanarsi da esso sotto il pretesto e in nome di una comprensione più profonda»[1]. «Mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l’hanno baciato con la bocca» (1 Re 19, 18), diceva Dio al profeta Elia scoraggiato per essere rimasto l’unico profeta del Signore in mezzo all’apostasia generale.

È così anche oggi: molti, che non conosciamo, soffrono, pregano, lottano con noi per la Santa Chiesa di Dio. In questi frangenti e nello stesso tempo, ricordiamo il dovere – lo stretto dovere – di pregare per il Sommo Pontefice. Solo lui, infatti, qui in terra, può imprimere la netta virata di bordo, necessaria a far sì che la barca di Pietro torni a percorrere la rotta giusta, fino al porto di salvezza.

La nostra preghiera deve dunque concentrarsi in modo particolare su queste richieste*:
– che il Vicario di Cristo – se non quello attuale, almeno un suo Successore – abbandoni il falso cammino imboccato con il Vaticano II;
– che rinnovi con forza la condanna del rinato modernismo e di tutte le aperture allo spirito del mondo, e ribadisca con coraggio soprannaturale le perenni verità della Fede cattolica;
– che ribadisca il dogma della Chiesa Cattolica Romana come unica vera Chiesa di Cristo, fondata su Pietro e i suoi Successori;
– che condanni la falsa collegialità che corrode la Chiesa e il Primato di giurisdizione;
– che proibisca il falso ecumenismo, a cominciare delle sempre condannate riunioni interreligiose di preghiera – rovina dei cattolici e inganno degli acattolici – esortando i membri della Chiesa, come questa ha sempre fatto, all’apostolato per la conversione e la salvezza di chi è ancora fuori del Cattolicesimo;
– che ristabilisca una Liturgia fedele alla Tradizione, senza ambiguità e compromessi ecumenici con l’errore, e una disciplina liturgico-pastorale in linea con quella, sradicando i continui abusi e sacrilegi oggi dilaganti;
– che garantisca una formazione del Clero e dei Religiosi che sia conforme alla Fede cattolica e non al neomodernismo;
– che garantisca la trasmissione della vera Fede, deformata dalla predicazione attuale, al popolo cattolico e soprattutto alle nuove generazioni;
– che ricordi e sottolinei il dovere degli Stati di conformarsi in tutto alla legge di Cristo, Re e Signore dell’Universo, e della sua Chiesa, riconoscendola per quello che è, cioè come unica vera Religione fonte di salvezza.

Gli avvenimenti della vita di nostro Signore Gesù Cristo sono anche una profezia di ciò che sarebbe accaduto nel corso dei secoli al suo Corpo mistico, che è la Chiesa. Essa sta ora rivivendo i momenti del Getsemani e della Passione, in attesa della Risurrezione. E come allora la debolezza di Pietro lo spinse a dire a chi lo perseguitava: Non conosco quell’Uomo, anche oggi il suo Successore[2], mosso dal desiderio di un impossibile accordo col mondo nemico di Cristo, si affanna a dire: Non conosco il Corpo mistico di quell’Uomola Chiesa del passato, separata dal mondo, gerarchica, intollerante, antiliberale ed antiecumenica, è una realtà finita; ormai siamo in sintonia con voi, esponenti delle moderne democrazie massoniche; con il vostro indifferentismo che non vuol più distinguere tra la verità e l’errore, tra la vera Chiesa e le false religioni; con il vostro umanitarismo che con la «solidarietà» uccide la carità soprannaturale; con i vostri «diritti dell’uomo», flagrante negazione dei diritti di Dio sugli uomini e sulle società.

Ma, come allora, anche oggi la medesima voce del Signore Gesù si leva per dirgli: «Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». (Lc. 22, 31-32). L’intento di chi scrive – spero lo si sia capito – è stato quello di cercare di far comprendere la tragica situazione attuale nella Chiesa, perché si possa stare in guardia.

I Cattolici, come detto, debbono reagire, e questo in diversi modi, ma sempre con quella decisione e radicalità che bisogna mettere in atto in situazioni in cui ne va della salvezza eterna, nostra e altrui. Questa reazione può articolarsi in diversi modi.
– È necessaria anzitutto una solida formazione intellettuale di base. Si prenda (o si riprenda) in mano, se non il Denzinger con le Encicliche papali (fino a Pio XII, s’intende) e i testi dei Concili Ecumenici precedenti il Vaticano II, almeno un Catechismo cattolico serio e chiaro (non certo il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica né il suo compendio). Ad esempio, il classico Catechismo del Concilio di Trento, oppure il più conosciuto Catechismo di San Pio X, che riportano con chiarezza e senza ambiguità la Fede costante, universale e dunque immutabile della Chiesa, e che sono un vero e fondamentale antidoto contro gli errori attuali.
– Bisogna poi comprendere che senza la grazia, ossia senza l’aiuto soprannaturale di Dio, nessuna formazione intellettuale e dottrinale è sufficiente. La crisi nella Chiesa è cominciata proprio con un progressivo abbandono della vita spirituale, a favore di un intellettualismo e un attivismo smodati, e dunque non solo sterili ma dannosi. È allora anzitutto sul Sacrificio della Messa, fonte di ogni grazia, che dobbiamo fondarci nella nostra battaglia. Stiamo parlando, ovviamente, della S. Messa Romana antica (detta anche Tridentina o di San Pio V), fonte incontaminata della vita spirituale, non intorbidata dalle modifiche filoprotestanti di cui invece soffre l’attuale Messa di Paolo VI che, in quattro decenni, ha devastato la Chiesa e causato una spaventosa protestantizzazione del clero e dei fedeli.
– Abbiamo detto dell’importanza della grazia divina nel combattimento spirituale e dottrinale: in quest’ottica, la Madre di Dio ci ha consegnato un’arma che il mondo ovviamente disprezza, ma che è di straordinaria efficacia: la preghiera del Rosario. Quel Rosario, grazie al quale la flotta cattolica vinse a Lepanto contro l’impero turco che minacciava la Cristianità, quel Rosario la cui recita è stata tanto raccomandata dalla Madre di Dio soprattutto a Fatima nel 1917 anche in vista dell’attuale crisi ecclesiale, sicuramente profetizzata nel celebre Terzo Segreto.

Il mondo non comprende tutto questo, perché «l’uomo animale non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito». (1 Cor 2, 14). La nostra battaglia, infatti, è eminentemente soprannaturale, ed è dunque soprattutto con armi spirituali che essa va combattuta: «La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti maligni che abitano nell’aria. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove». (Ef. 6, 12-13)

Domine, salva nos, perimus!
(Mt. 8, 25)

Nulla possiamo contro la Verità!
(2 Cor. 13, 8)


[1] Concilio Ecumenico Vaticano I, Denz. 3020.

[2] Ricordiamo: «Il potere del Papa non è illimitato: non solo Egli non può cambiare nulla in ciò che è l’istituzione divina, ma, messo per edificare e non per distruggere, è tenuto dalla legge naturale a non gettare confusione nel gregge di Cristo». (Cfr. diet. De Th. Cath. t. II, coll. 2039-40)

* Nota di RS: rimandiamo per un inquadramento degli argomenti connessi al Papato e alla crisi nella Chiesa (infallibilità, magistero, obbedienza, errore) al libro Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne, ampiamente citato anche in “Golpe nella Chiesa”.


Dal Capitolo XIII – “La crisi generale della Chiesa e le linee di strategia per la controffensiva” di Golpe nella Chiesa. Documenti e cronache sulla sovversione: dalle prime macchinazioni al Papato di transizione, dal Gruppo del Reno fino al presente