Nella festa dei ss. Pietro e Paolo riprendiamo in traduzione alcune parti di un curioso intervento in difesa del Pontificato Romano fatto nell’aula del Concilio Vaticano II da mons. Lucjan Bernacki, Vescovo titolare di Mela e Ausiliare di Gniezno, il 1° dicembre 1962 (AS I, IV, pp. 138-141).

Il Papato è una verità rivelata, a cui si oppongono tutti i fratelli separati. Esso è quell’evangelica pietra angolare dell’edificio della Chiesa di Cristo, che essi [i c.d. fratelli separati] hanno scartato e scartano. Per la qual cosa mi sembra gravissimo ufficio del Concilio ecumenico sottolineare questa dottrina in maniera conveniente, e anche in ragione del suo fine pastorale e unitivo, far sì che sia esposta in modo chiaro quella verità rivelata fondamentale per la nostra fede …
Il Papato non è una qualche istituzione umana. Nel riconoscere o nel rigettare il Papato, non si tratta di rigettare o di riconoscere una prerogativa umana, né di un qualche diritto di preminenza fondato su ambizioni umane. Il Papato è anzitutto una verità rivelata da Cristo Signore in persona, quale fondamento sopra il quale Cristo Signore intese edificare ed effettivamente edificò la sua unica Chiesa. E riflettiamo che Cristo nel fondare la sua Chiesa non distinse fra Chiesa orientale e occidentale, parlando semplicemente dell’unica sua Chiesa.
Tali distinzioni … non sono essenziali … Il problema essenziale, che qualsivoglia comunità cristiana si deve porre, indagando se sia o meno la vera Chiesa di Cristo, consiste in ciò: se la sua costituzione interna corrisponda alla costituzione che Cristo Signore diede alla sua Chiesa; la quale costituzione Gesù Cristo implicitamente determinò dicendo all’apostolo: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” …
Le proprietà o note della Chiesa [unità, santità, cattolicità, apostolicità] consta che siano state elaborate dai Concili Niceno e Costantinopolitano, perché in virtù di esse la verità della Chiesa apparisse con maggior chiarezza rispetto a quelle comunità religiose che già dall’evo apostolico si dichiaravano vere chiese di Cristo, quantunque carenti delle proprietà della vera Chiesa di Cristo.
Nell’età nostra, un’altra nota o proprietà sembra degna di essere ritenuta essenziale …. la nota di PETRINITÀ, la quale esprime che la vera Chiesa di Cristo non possa essere se non quella fondata su san Pietro e sul suo legittimo successore …
Le antiche note della Chiesa, enumerate nel Simbolo, negli ultimi secoli hanno perso per certi versi la loro forza distintiva, poiché le cosiddette denominazioni separate se ne appropriano abusivamente, interpretandole soggettivamente. Pertanto ritengo sommamente opportuno che la nota di PETRINITÀ debba essere non solo esposta profondamente nel nostro schema, ma di più, sull’esempio dei precedenti Concili, inserita nel Simbolo, sì che il testo del Simbolo risulti il seguente: “Credo la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e PETRINA”.
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