di un amico sacerdote

Il tratto caratteristico dell’uomo mediocre è la sua deferenza verso l’opinione pubblica.

Non parla mai, ripete sempre. Giudica un uomo dalla sua età, dalla sua posizione, dal suo successo, dalla sua fortuna.

Non oserà prendere l’iniziativa in nulla. La sua ammirazione è cauta, i suoi entusiasmi sono formali. L’uomo mediocre ha una sola preoccupazione: la paura di compromettersi.

L’uomo mediocre ama gli scrittori che non dicono né sì né no su nessuna questione, che non affermano nulla, che rispettano tutte le opinioni… Egli trova insolente ogni asserzione, perché ogni asserzione esclude la proposizione contraddittoria. Ma se tu sei ambiguo come lui, ti troverà saggio. Ammirerà la delicatezza dei tuoi pensieri e dirà che hai un talento per le transizioni e le sfumature.

È necessario aggiungere ad ogni frase una perifrasi edulcorante:  sembra, se così posso dire, se è lecito esprimersi in questo modo.

L’uomo mediocre dice che c’è il bene e il male in tutte le cose, che non bisogna essere assoluti nei propri giudizi. Se affermi la verità con forza, l’uomo mediocre dirà che sei troppo sicuro di te stesso.

A volte ammette un principio, ma se arrivi alle conseguenze di quel principio, ti dirà che stai esagerando. Se la parola esagerazione non esistesse, l’uomo mediocre la inventerebbe. Ha paura e aborrisce i santi e gli uomini di genio; li trova esagerati.

L’uomo che è mediocre, nel suo timore delle cose eccelse, dice di stimare il buon senso sopra ogni cosa; ma non sa cosa sia il buon senso. Con questa parola intende la negazione di tutto ciò che è grande.

Egli confonde la falsa modestia, che è la menzogna ufficiale dei superbi, con l’umiltà, che è la virtù ingenua e divina dei santi. L’uomo mediocre di solito sembra modesto; ma non può essere umile, altrimenti cesserebbe di essere mediocre.

Se l’uomo mediocre per natura diventa un cristiano serio, cessa assolutamente di essere mediocre. L’uomo che ama, infatti, non è mai mediocre.


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Foto di StockSnap da Pixabay