Offriamo ai lettori dal XIII (e ultimo) volume della Storia universale della Chiesa a cura del Card. Hergenröther – Il Kulturkampf, il Concilio Vaticano I, i pontificati fino a Benedetto XV – questo utile passaggio sulla vita cattolica, prima che arrivasse la tempesta modernista.


[…] Fra gli indizi più importanti che la vita religiosa dei cattolici non si era punto indebolita, ma rinvigorita grandemente nella maggior parte delle nazioni in confronto del secolo XVIII, dobbiamo notare: 1) l’uso dei sacramenti ritornato assai frequente; 2) lo zelo per l’edificazione, la riparazione e l’ornamento delle chiese; 3) l’attiva partecipazione agli esercizi spirituali, alle missioni popolari, alle congregazioni mariane e confraternite, ai pellegrinaggi, all’apostolato della preghiera, alla società delle madri cristiane; in genere 4) il grande rifiorire della vita nelle società cattoliche; 5) la tendenza non diminuita e le frequenti vocazioni allo stato religioso, nonostante la maggiore difficoltà dell’ammissione; 6) il nobile spirito di sacrificio per le opere di beneficenza, di propagazione della fede, di restituzione delle loro entrate ai sacerdoti che ne erano stati derubati; 7) la fedeltà del popolo cristiano ai vescovi e ai parroci perseguitati, e il disprezzo per gli ecclesiastici imposti dal potere secolare e spergiuri alla Chiesa; 8) l’ardente amore alla Sede Apostolica, dimostrato da numerosi e splendidi doni, pellegrinaggi e feste; 9) il vigore e la fermezza, anche dei laici, nella difesa dei diritti ecclesiastici con la parola, con gli scritti e con i fatti; 10) l’istruzione della gioventù grandemente migliorata, e l’operosa insistenza dei genitori in essa; 11) lo zelo di eroici missionari, dei quali moltissimi incontrarono con gioia il martirio; 12) la fervida e fruttuosa azione, nelle opere di carità e nelle istituzioni sociali, per cui molte forze si adoperano in tutte le nazioni; 13) i numerosissimi esempi di virtù segnalate, che persone dei due sessi, altamente favorite dalla grazia, lasciarono ai contemporanei.

[…] Mentre la massima parte delle persone che uscivano dalla Chiesa cattolica erano sacerdoti superbi o stanchi del celibato o dimentichi dei loro doveri, e persone che si lasciavano trascinare dalle passioni terrene, particolarmente per sottrarsi alle leggi del matrimonio cattolico, quelle invece che vi entravano erano tali per lo più che grandemente onoravano la Chiesa. Quantunque si facesse ogni opera per trattenere gli eterodossi, in particolare i protestanti ed i russi, dallo studiare il Cattolicesimo, nel quale si voleva trovare paganesimo, deismo, naturalismo, razionalismo, pelagianismo, giudaismo, tirannia delle coscienze, oppressione della libertà civile, inclinazione alla rivoluzione, tutti insomma i mali e gli errori possibili; quantunque la potenza, i pregiudizi, gli abiti ereditari, il timore dello scherno e del disprezzo dei propri parenti, spesso il grado fino allora occupato e talvolta anche sanzioni penali contrastassero grandemente le conversioni al Cattolicesimo; tuttavia molte persone gravi dell’uno e dell’altro sesso, dopo un accurato esame della fede cattolica, l’abbracciarono a costo di gravi sacrifici. Quasi ogni anno del secolo XIX conta una serie di nomi illustri di principi, di nobili, di dotti, di artisti e di predicanti della Germania, dell’Inghilterra, della Francia, della Svizzera, dell’America, anche della Russia e della Scandinavia, i quali, abbandonando una vita libera da sollecitudini o incontrando gravi danni sociali, passarono alla Chiesa cattolica e non di rado pubblicarono scritti efficaci a giustificazione di questo loro passo, come fece anche (1910) Alberto von Ruville, professore all’università di Halley, col libro[ix]: Ritorniamo alla Santa Chiesa.

Di fronte al materialismo e all’ateismo del secolo XIX stanno poi fenomeni soprannaturali, che non possono avere spiegazione naturale né dalla scienza, né dall’ingegno e neppure dalle ipotesi d’impostura e di frode. A tali fenomeni appartengono le estasi e le stimmate di alcune vergini, come quelle dell’agostiniana Anna Caterina Emmerich, del convento di Dulmen in Westfalia (n. 1774, +1824), di Maria Von Morl di Kaltern (nata nel 1812, +1868), di Domenica Lazzari, essa pure del Tirolo, di Luisa Lateau del Belgio; inoltre le apparizioni della SS. Vergine, come quella successa ad Alfonso Maria Ratisbonne in Roma (1842), quelle fatte alla pastorella Bernadette in Lourdes (1858), ed altre, alle quali si connettono molte indagini e guarigioni miracolose e grandi pellegrinaggi e costruzioni di chiese. Migliaia di persone stanno ogni anno attonite innanzi all’ampolla del sangue di San Gennaro in Napoli, riconoscendo un prodigio che continua da secoli. Il sentimento religioso si ridesta, alle occasioni, fortemente nelle grandi moltitudini popolari; né il costoro entusiasmo, nato dalla solida persuasione, viene indebolito punto dall’intervento della polizia e della soldatesca.

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[ix] Histor.-polit. Bl. XIV, 229 ss.; 291 ss. XV, 267 ss. 374, 393 ss. Augsburger AlIgemeine Ztg. 1841, N. 65; 1867, N. 229. «Sion» 1850, N. 76, 77. Bonner Theol. Literaturbl. 1866, pagina 407 ss. Arendt (libero docente di teologia protestante di Bonn, poi professore a Lovanio), Darlegung der Beweggrunde meines Uebertritts in die katholische Kirche. Speyer, 1832. L. v. Beckedorf, Worte des Friedens. Weissenburg, 1840. (Cfr.: Histor.-polit. Bl. VII, 410 ss.; VIII. 741 ss.). Haas, Protestautismus und Katholizismus, Eine religios-politische Denkschrift. Augsburg, 1844. Ft. Hurter, Geburt und Wiedergeburt. Schaffhausen, 1845. Florencourt, Meine Bekehrung zur christlichen Lehre und Kirche. Paderborn, 1852. I. Th. M. Zetter, Tabitha Kumi oder die heilbringende Ruckkehr zur Mutterkirche. Innsbruck, 1853. Hasert, Ward ich vom Satan geblendet, da ich katholisch ward? Bunzlaw, 1854: Hugo Lammer, Misericordias Domini. Freiburg, 1858. Reinhold und Hermann Baumstark, Unsere Wege zur katholischen Kirche. Freiburg, 1870. James Kent Storie, The invitation heeded; reasons for a return to Catholic unity. London, 1870. Arthur Hager, Grunde, die mich bewogen haben, in den Schoss der katholischen Kirche zuruckzukehren. Freiburg, 1870. Angustin Arndt, Wo ist Wahrheit? Freiburg, 1874. Jorgensen, Lebensluge und Lebenswahrheit. Trad. dal danese della contessa Holstein-Ledreborg. 2a ed. Mainz, 1903. Dr. Albert von Ruville, Zuruck zur heiligen Kirche. 9a ed. Berlin, 1910; trad. it. di G. Bruscoli, Firenze, 1910.