Dal XIII (e ultimo) volume della Storia universale della Chiesa a cura del Card. Hergenröther – Il Kulturkampf, il Concilio Vaticano I, i pontificati fino a Benedetto XV – proponiamo questo estratto.
Il seme dell’incredulità, sparso dai filosofi e dai letterati razionalisti del secolo XVIII; i principii atei penetrati nella vita politica con la rivoluzione francese; le idee materialiste che conducevano al socialismo, furono le principali fonti da cui sgorgò, nel secolo XIX, un forte moto d’incredulità diretto contro il Cristianesimo. La filosofia irreligiosa, promossa dai sistemi del positivismo e dell’agnosticismo, unitamente alla teoria darwinistica dell’evoluzione, condusse al moderno materialismo; e questo intende a distruggere tutto il soprannaturale e costituisce pure il fondamento del socialismo, per cui gli sforzi anticristiani si sono diffusi nelle grandi moltitudini popolari, specialmente tra gli operai. Tanto la scienza quanto la politica si vennero sempre più sottraendo ad ogni influsso delle dottrine del Cristianesimo e delle leggi della morale cristiana. Largamente si sparse l’indifferentismo religioso, cioè l’incredulità pratica. Da queste fonti provengono gli sforzi che da diverse parti si dirigono per giungere ad un sempre maggiore scristianeggiamento di tutta la vita pubblica, dell’insegnamento, dell’arte, della letteratura, della legislazione. La Francia, patria della grande rivoluzione, è la nazione che ha maggiormente progredito su questa via pericolosa; ma anche negli altri paesi, come in Germania, dopo la prima metà del secolo XIX, l’incredulità fece grandi progressi. La Chiesa cattolica è l’unico forte baluardo che si oppone a questo moto anticristiano; il protestantesimo coi suoi teologi principali è caduto quasi del tutto vittima del razionalismo incredulo.
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