Beato Thomas Felton, chierico dell’Ordine dei Minimi e martire.

Nato a Londra nel 1567, figlio del beato martire John Felton, che per primo affisse la bolla “Regnans in excelsis” con cui san Pio V scomunicava e deponeva Elisabetta I, nel 1583 ricevette la sacra tonsura a Reims (terra del suo esilio) dalle mani del cardinale arcivescovo Luigi di Guisa (poi ucciso a tradimento da Enrico III di Valois) e poco dopo si arruolò fra i Minimi di san Francesco di Paola.
Rientrato nella sua patria devastata dalla peste anglicana e dalla persecuzione della “anglica Gezabele”, fu catturato e rinchiuso in carcere. Dopo tre anni di tetragona resistenza, fu martirizzato “per la fede cattolica romana e il primato dei Successori del beato Pietro” il 28 agosto 1588.
Fu beatificato da Pio XI il 15 dicembre 1929 assieme ad altri 135 “soldati e pugili di Cristo che preferirono la mendicità, l’esilio, la prigione, la tortura e la morte piuttosto che apostatare dalla Chiesa Cattolica Romana, durante centocinquant’anni, a partire da quando a causa del lacrimevole scisma suscitato da Enrico VIII gli Inglesi si separarono dall’unità della Chiesa e furono sconvolti dalla tabe protestantica”.
Interrogato sulla supremazia della regina sulla Chiesa d’Inghilterra rispose: “Io ho letto molte cronache, ma in nessuna ho mai rinvenuto che Iddio abbia ordinato in alcun tempo che una donna funzionasse quale capo supremo della Chiesa”.
Una risposta molto attuale, di fronte alla femminilizzazione della gerarchia d’ordine come di giurisdizione inaugurata da Paolo VI (concessione del ministero di distribuire la comunione nel 1973) e portata avanti da Francesco[1].


  1. Vedi l’articolo “Donne sull’altare: lo spirito del Vaticano II” di J.M.Gleize FSSPX ↩︎


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