Callisto III Borgia, valenciano, fu papa dall’8 aprile 1455 al 6 agosto 1458. Al momento dell’elezione si obbligò con giuramento a portare avanti la guerra contro i Turchi, che solo due anni prima avevano conquistato Costantinopoli:

«Io papa Callisto, prometto e fo voto alla SS. Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, alla sempre Vergine Madre di Dio, ai santi apostoli Pietro e Paolo e a tutte le schiere celesti che, se sarà necessario, eziandio collo spargimento del mio proprio sangue, secondo le mie forze farò di tutto per riprendere Costantinopoli, che a punizione dell’ umana schiatta peccatrice è stata presa e distrutta dal nemico del crocifisso Salvatore, dal figlio del diavolo, Maometto, principe dei Turchi; inoltre, per liberare i cristiani languenti in ischiavitù, rialzare la fede e far disparire in Oriente la setta diabolica del reprobo ed empio Maometto. Ché ivi la luce della fede è pressoché spenta interamente. Oh! se io mi dimenticherò di te, o Gerusalemme, sia messa in obblio la mia destra; resti attaccata la mia lingua al mio palato se io non mi ricordo di te: se non metto Gerusalemme in capo d’ogni mia allegrezza. Così Dio mi aiuti e il suo santo evangelo. Amen»

Il 15 maggio 1455 indisse la Crociata, mandò legati e predicatori in tutt’Europa per eccitare all’impresa i principi cristiani e ordinò pubbliche preghiere per implorare il divino aiuto contro i nemici della Croce di Cristo.
L’anno successivo gli sforzi di papa Callisto ebbero buon esito nella vittoria che i Cristiani riportarono a Belgrado il 22 luglio 1456 sull’esercito del conquistatore di Costantinopoli, Maometto II, e sui lui stesso.
Il Pontefice ne ringraziò il Signore estendendo a tutta la Chiesa la festa della Trasfigurazione, popolarmente detta “del Salvatore” con la bolla “Inter divinae dispositionis” del 6 agosto 1457 (esattamente un anno prima della sua morte).

«La Sacrosanta Chiesa Romana suole, quando per permissione dell’Altissimo la navicella di Pietro è scossa dalle tempeste, implorare gli aiuti di Dio piuttosto che degli uomini … Il Padre delle misericordie, piissimo protettore dei cristiani e difensore della nostra vita, Dio onnipotente …. l’estate scorsa ha spezzato la ferocia del viperino e crudelissimo Turco, fedele dell’esecrabile Maometto, assieme al suo quasi innumerabile esercito di infedeli … Il giorno memorabile della beata Maria Maddalena, il popolo dei fedeli, munito del celeste presidio, attaccato virilmente il nemico, costrinse il feroce Turco e i suoi sacrileghi complici a una fuga turpe e rovinosa … Il Dio potente su tutti gli eserciti e tutti i tiranni, che consegnò nelle mani di Gedeone Madian e tutti i popoli orientali, numerosi come locuste, e diede aiuto e giovamento al sacerdote Onia contro Eliodoro che voleva profanare la città santa di Gerusalemme, meravigliosamente ha combattuto per noi contro questi nemici insolentissimi (i Turchi). O buon Gesù, duce e Salvatore nostro, fortezza vera, difesissimo e certo presidio di quei cristiani che a te ricorrono, per quella stessa pietà per cui li hai redenti col tuo stesso sangue, mettendo la tua spada sulle teste dei nemici in fuga, hai fatto sì che questi si uccidessero l’un l’altro in un numero non minore a quello di coloro che i nostri avevano ucciso nella battaglia … Dunque tutti i fedeli in tutto il mondo debbono … rendere grazie al Salvatore nostro per tanto grandi benefici che ci ha concesso e celebrare devotamente ogni anno il giorno della vittoria concessaci dal cielo, il giorno della liberazione dal figlio della superbia, dal velenoso serpente, dal Turco turpissimo. Così come i figli d’Israele, liberati dalla schiavitù d’Egitto, ricordando in sempiterno quel celebre giorno, rendevano a Dio le lodi e le debite azioni di grazie; i popoli (cristiani) in questa solennità e festività della Trasfigurazione di nostro Signor Gesù Cristo, ricordando i misteri, i miracoli e le testimonianze della legge di natura, della legge della grazia e di tutta la Santa ed Individua Trinità, si impegnino a celebrare e festeggiare questo giorno di letizia per l’ottenuta vittoria con perpetue lodi, ossequi e azioni di grazie per la confusione dei nemici e il trionfo del popolo cristiano»

Tuttavia le lotte intestine dei principi cristiani e le mormorazioni soprattutto dei signori tedeschi (rintuzzate poi da Enea Silvio Piccolomini) impedirono l’annientamento della potenza turca, contro cui i Pontefici dovettero per molto tempo confrontarsi.



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