Nel 1517, a conclusione del Concilio Lateranense V, Leone X proclamò una pace di cinque anni fra i principi cristiani con lo scopo di organizzare una crociata contro il Turco. Allo stesso scopo lo stesso Pontefice rivolse la sua sollecitudine verso il Cremlino di Basilio III. Vi furono delle legazioni da parte di entrambi, ma non si giunse né a un ritorno dei Russi alla comunione con la Sede Apostolica né una solida alleanza politica russo-pontificia. Possiamo comunque leggere in una memoria del domenicano Niccolò Schomberg, fra gli incaricati della prima missione a Mosca e più tardi Cardinale, quale fosse il progetto (invero di ampio respiro) di Leone X:

«Il papa desidera riunire alla Chiesa Romana il gran principe e tutti gli abitanti della Russia, ma senza voler interdire o cangiare veruna delle loro lodevoli costumanze o leggi. L’unico suo desiderio è di confermare quest’unione con una bolla apostolica. Di più, trovandosi il patriarca di Costantinopoli e tutta la Grecia sotto il potere dei Turchi, e quindi non avendo vero capo la Chiesa Greca, il Santo Padre, mentre sa che un venerabilissimo metropolita risiede a Mosca, intende innalzare questo prelato e i suoi successori alla dignità di patriarca, com’era già quello di Costantinopoli; e quanto all’illustrissimo e incomparabilissimo czar di tutta la Russia, egli vuole farne un re cristianissimo. Il papa lo desidera con tutto il suo cuore … Egli non è mosso da alcun motivo d’interesse personale; né ha la mira che alla gloria di Dio e alla riunione di tutti i cristiani»


Seguite Radio Spada su:


fonte immagine https://pixabay.com/it/photos/cattedrale-di-basilico-ortodossa-708349/