La patrona della televisione, uno dei simboli della modernità più moderna, è una donna del Medioevo, cioè santa Chiara, “prima pianta delle Povere Donne dell’Ordine dei Minori” (“il Second’Ordine” o “Clarisse”). Il perché lo spiega Pio XII nella Lettera Apostolica in forma di breve “Clarius explendescit” del 14 febbraio 1957 (AAS 1950, p. 512) che stabilisce questo curioso patronato.
«Per beneficio della Sapienza divina, il genio dell’uomo risplende di maggior fulgore e fa, soprattutto ai nostri giorni, scoperte che suscitano l’ammirazione generale. E la Chiesa, che non si è mai mostrata contraria al progresso della civiltà e della tecnologia, incoraggia questo nuovo aiuto apportato alla cultura e alla vita quotidiana, e se ne serve volentieri anche per l’insegnamento della verità e la diffusione della religione. Tra queste utilissime invenzioni ha il suo posto la televisione, che “ci permette di vedere e sentire gli avvenimenti a distanza nel momento stesso in cui accadono, e questo in un modo così suggestivo che crediamo di assistere” (Enciclica “Miranda prorsus”, 8 settembre 1957; A.A.S. XLIX, p. 800). Questo meraviglioso strumento – come tutti sanno e Noi Stessi lo abbiamo detto chiaramente – può essere fonte di grandi beni, ma anche di profonde disgrazie, per la singolare attrazione che esercita sugli animi anche all’interno delle mura domestiche . Onde Ci è parso bene dare a questa invenzione una celeste salvaguardia che ne proibisca i misfatti e ne favorisca l’uso onesto, anzi salutare. Questo patrocinio si è auspicato di affidarlo a Santa Chiara. Si racconta infatti che ad Assisi, una notte di Natale, Chiara, ricoverata nel suo convento per una malattia, udì i canti fervidi che accompagnavano le sacre cerimonie e vide la culla del Divino Bambino, come se fosse presente di persona nella chiesa francescana. Nello splendore della gloria della sua innocenza e nella chiarezza che essa getta sulle nostre tenebre più profonde, Chiara custodisca dunque questa tecnica e doni allo strumento di far risplendere la verità e la virtù, sostegni necessari della società. Abbiamo quindi deciso di accogliere con benevolenza le preghiere rivolteci su questo argomento dal Nostro Venerabile Fratello Giuseppe Placide Nicolini, Vescovo di Assisi, dai Superiori delle quattro Famiglie Francescane, ed infine da altre illustri persone, preghiere che numerosi Cardinali di Santa Romana Chiesa, Arcivescovi e Vescovi hanno approvato. Pertanto, consultata la Sacra Congregazione dei Riti, con certa scienza e dopo matura riflessione, in virtù della pienezza della potestà apostolica, con la presente Lettera e per sempre, costituiamo e dichiariamo Santa Chiara, vergine di Assisi, celeste Patrona della Televisione».
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