Rodrigo Borgia, catalano, nipote di Callisto III, fu eletto al Trono di Pietro l’11 agosto 1492 e lo occupò fino alla morte, il 18 agosto 1503. Pontefice controverso resta certamente un segno di contraddizione, ma anche una conferma della natura divina del Papato.
Il sacerdote e poeta Carlo Ripandelli, bibliotecario della Biblioteca Alessandrina di Roma sotto Pio IX, ne tratteggiò la vita nei versi che vi presentiamo e che rientrano a pieno titolo nella rubrica radiospadista “Antologia Poetica“.

O diva, che non siedi in Elicona,
Ma sul monte di Dio dispieghi i vanni,
Di carità se voce in cuor ti suona
Nascondi di costui l’opre e gl’ inganni;
[1]

Narrami sol quanta pietà lo sprona
Dell’Alemagna a consolar gli affanni,
[2]
Come il culto difende, e ciò che dona
Per riparar della Boemia i danni.
[3]

Veggo della Calabria errar sul lido
Schiera d’umili eroi, da lui difesa,
[4]
Veggo protette le scïenze, e grido: [5]

A chi di Piero sull’augusta sede
Guida l’ovil di Dio, regge la Chiesa,
Può mancar la virtù, non mai la fede.
[6]

Note:
[1] Alcuni tra i romani Pontefici ebbero umani difetti, e non poterono i regni di tutti andare esenti da ogni male. Il regno principalmente di Alessandro VI si risenti dei costumi del tempo. Noi per altro ci guarderemo dal vituperarne la memoria, dividendo la nostra opinione con Feller, il quale scriveva «che la depravazione di un individuo, non può ridondare a danno di una Religione tutta santa, tutta divina. La conservazione di essa, non dipende dalla saggezza, e dalla virtù de’ suoi Pontefici, ma dalla promessa di Gesù Cristo ».
[2] Alessandro VI rispose al clero di Vilna, che, senza incorrere nelle censure, potea il vescovo, sostenuto dagli ecclesiastici, prender le armi contro i tartari, che minacciavano la loro patria.
[3] Sostenne energicamente l’autorità dei vescovi: punì con severità coloro, che abusavano dei tesori delle sacre indulgenze, vegliò per la correzione dei libri, regolò i dritti della immunità ecclesiastica, ristabili nelle Fiandre la disciplina regolare. Si oppose con coraggio sacerdotale all’eresia, che andavasi sordamente diffondendo in Boemia, e in altre parti della Germania. I suoi decreti potrebbero riguardarsi come opera di qualsiasi Pontefice, che con la santità e la dottrina abbia decorata la cattedra di s. Pietro.
[4] Confermò le regole del s. Patriarca dei Minimi, già approvate dai Pontefici Sisto IV, e Innocenzo VIII, e sanzionò quella dei Terziarii dell’ordine istesso.
[5] Amò e protesse gli uomini di lettere, e accordò favori alle scienze, e alle arti.
[6] S. Luca cap. XXII: “Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”. In questi versetti si parla dell’infallibilità del Romano Pontefice nelle definizioni sulla fede e i costumi.


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