Dall’ottimo Catechismo sui grandi personaggi e avvenimenti nella storia del Cristianesimo di Mons. Gaume, riportiamo questo breve estratto.
D. Rammentateci la storia di S. Ciro e di S. Giulitta.
R. Una delle prime vittime della persecuzione di Diocleziano fu santa Giulitta e il suo figlio san Ciro. Santa Giulitta era nata nella città di Iconio, ed era di famiglia reale. Per evitare la persecuzione partì con san Ciro, suo figlio, allora in età di tre anni, senza portare alcuna cosa con sé. Accompagnata da due sole ancelle, cercò un rifugio nella città di Tarso in Cilicia.
D. Cosa le avvenne?
R. Il governatore di nome Alessandro, la fece arrestare e battere a gran colpi di nerbo. Prese contemporaneamente Ciro tra le sue braccia, e volle fargli delle carezze, ma il piccolo martire lo respingeva, gli graffiava la faccia con le sue piccole mani, e non cessava di rimirare sua madre e di stenderle le braccia tutte le volte che santa Giulitta diceva: «Io sono cristiana», San Ciro rispondeva: «Io sono Cristiano».
D. Cosa fece il giudice?
R. Il barbaro giudice lo gettò dall’alto del tribunale. Il giovine martire si fracassò la testa nel cadere, e morì bagnato nel suo sangue. Santa Giulitta ringraziò Dio della vittoria che aveva accordata a suo figlio. Il giudice le fece sbranare il petto con unghie di ferro, e versare sui piedi della pece bollente. Nello stesso tempo uno dei carnefici le diceva: «Sacrifica». Giulitta rispondeva: «Io non sacrifico agl’idoli sordi e muti». Finalmente il giudice le fece amputare la testa. Il suo corpo fu seppellito dalle sue ancelle. S. Ciro è patrono della Chiesa di Nevers, ove si conservano alcune delle sue reliquie.
>>> Catechismo sui grandi personaggi e avvenimenti nella storia del Cristianesimo <<<

