Volentieri offriamo ai lettori questo ottimo estratto de L’Amore dell’Eterna Sapienza e la Lettera Circolare agli amici della Croce (San L. M. Grignion de Montfort). Utilissimo anche in questi tempi.
186. Bisogna domandarla [la Sapienza] con una fede pura, senza appoggiare la preghiera sopra consolazioni sensibili, visioni o rivelazioni private. Benché tutto questo possa essere buono e vero, come lo fu in qualche Santo, è sempre pericoloso il fidarvisi, e la fede, qualche volta, è tanto meno pura e meritoria quanto più si basa su tali grazie straordinarie e sensibili. Ciò che lo Spirto Santo ci dichiara delle grandezze e delle bellezze della Sapienza, dei desideri che Dio ha di accordarcela e del bisogno nostro di averla, sono motivi abbastanza forti per farcela desiderare e chiedere a Dio con tutta la fede e l’ardore possibile.
187. La fede pura è il principio e l’effetto della Sapienza nell’anima nostra; più fede noi abbiamo, più Sapienza altresì è in noi; e più Sapienza è in noi, è pure in noi più fede. Il giusto, o il savio, non vive che di fede[2], senza vedere, senza sentire, senza gustare e senza esitare. «Dio l’ha detto o l’ha promesso»: ecco la pietra fondamentale di tutte le sue preghiere e di tutte le sue azioni, benché gli sembri naturalmente che Dio non abbia né occhi per veder la sua miseria, né orecchi per ascoltar le sue domande, né braccia per abbattere i suoi nemici, né mani per porgergli aiuto; benché sia assalito distrazioni, dubbi e tenebre nello spirito, da illusioni nell’immaginazione, da disgusti e noie nel cuore, da tristezza ed agonie nell’anima. Il savio non domanda di vedere cose straordinarie come ne videro i Santi, né di gustare dolcezze sensibili nelle sue preghiere e devozioni; egli domanda con fede: in fide, la divina Sapienza, et dabitur ei, sicuro che questa gli sarà concessa, più che se un Angelo fosse disceso dal Cielo a garantirglielo, poiché Dio ha detto: Omnis qui petit accipit. Quanti chiedono a Dio come si deve, tutti ottengono[3]. Si ergo vos, cum sitis mali, nostis bona data dare filis vestris, quanto magis Pater vester de coelo dabit spiritum bonum petentibus se. Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo spirito buono della Sapienza a chi glielo domanda! […]
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