Dalla Lettera circolare al Clero della sua Diocesi del cardinale Louis François Désiré Edouard Pie (Pontgouin, 26 settembre 1815 – Angoulême, 18 maggio 1880) riprendiamo un toccante passaggio che illustra la nota di Romanità propria della vera Chiesa di Cristo e infiamma ogni cattolico ad amare in maniera particolare la città in cu la Provvidenza pose la sede del Vicario di Dio.

Non è forse vero che la supremazia spirituale e la indipendenza del Pontefice Romano appartengono alla essenza stessa del Cristianesimo?
Certo che Gerusalemme è, e sarà sempre per i cristiani una grande ed incomparabile memoria; ma Roma sola è pel Cristiano una necessità.
Si è là che Cristo compie la sua promessa di essere sempre con Noi fino alla consumazione dei secoli.
Si è là che la sua Croce sempre vivente brilla sull’Occidente patria della civiltà, e sul resto dell’universo per illuminarlo e vivificarlo.
L’antica Sion conserva i monumenti e le tracce della dolorosa passione di Cristo; ma Roma la Gerusalemme novella è addivenuta la conservazione ed il vaso del sangue redentore; dessa lo versa e lo fa circolare per tutti i canali della giurisdizione, per tutte le vie del Sacerdozio.
Gerusalemme è la nostra storia, Roma la nostra vita.
L’Islamismo opprimendo Gerusalemme, insultava i nostri luoghi d’origine ci feriva in quelle affezioni più care, che vincolano tutti i cuori generosi alla terra natia, la Rivoluzione precipitandosi su Roma colpisce la testa ed il cuore della cristianità, l’attacca nelle parti più nobili e negli organi stessi della respirazione e della vita.
Colpite in fronte: Vultum feri, tale è in questo momento il grido di guerra dei figli di Belial. Essi sanno che l’Anticristo, di cui sono gli antesignani e i messaggeri, avrebbe vinto la causa il giorno che Roma diverrebbe sede definitiva del loro impero, così per acquistare questo vantaggio, additano essi talvolta a mezza voce per la bocca dei tristi e per quella degli utopisti o degli illusi, la prospettiva di riedificare un trono al Vicario di Gesù Cristo sul sepolcro di Gerusalemme: come se la pietra fondamentale della Chiesa potesse essere rimossa dalie mani degli uomini! come se quella potesse essere di nuovo estratta dal sito determinato dalla volontà divina!
Si può dunque dire con sicurezza. Nella questione attuale, nella questione romana, come si è convenuto chiamarla, si tratta degli interessi più gravi, più essenziali del cristianesimo. Se la resistenza all’inimico, non è questa volta lotta religiosa, nessuna lotta avrà giammai meritato questo nome.

(Lettera circolare di Mons. Vescovo di Poitiers al Clero della sua Diocesi, relativa al prestito ed ai donativi, allo scopo di soccorrere il Santo Padre, Tipografia Monaldi, Roma, 1860, pp. )


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