La Chiesa Romana, nella memoria annuale dell’Impressione delle Sacre Stigmate sul corpo di San Francesco, legge e applica al Serafico Patriarca, quella pagina del Vangelo di san Matteo (XVI, 24-27) in cui il Signore dà il celebre comando: “Chi vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce, e mi segua“. Nel Breviario poi ne fa leggere ai chierici il commento che ne fa San Gregorio Magno (Hom. 32 in Evangelia) e che noi riportiamo a edificazione dei Lettori.
Poiché il Signore e Redentore nostro venne al mondo come un nuovo uomo, diede nuovi comandamenti al mondo. Infatti oppose alla nostra vita nutrita nei vizi la contrarietà della novità della sua. Cosa infatti l’uomo vecchio, cosa l’uomo carnale conosceva, se non tenere le sue cose, rubare le altrui, se poteva; desiderare, se non poteva? Ma il medico celeste a ciascun singolo vizio adibisce medicamenti contrari. Infatti come coll’arte della medicina le cose calde si curano con le fredde e le fredde con le calde: cosi nostro Signore oppose medicine contrarie ai peccati, tanto da ordinare la continenza ai lussuriosi, la generosità ai tirchi, la mansuetudine agli iracondi, l’umiltà agli orgogliosi.
Difatti quando proponeva nuovi comandamenti a quelli che lo seguivano, disse: “Chiunque non rinunzia a tutto quel che possiede, non può essere mio discepolo”. Come se volesse dire apertamente: voi che per la vita vecchia desiderate la roba d’altri, elargite per il desiderio di una nuovo modo di vivere anche la vostra. Ascoltiamo cosa dice in questa lezione: “Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso”. Ivi si dice ché rinneghiamo la nostra roba: qui si dice ché rinneghiamo noi stessi. E forse non è faticoso all’uomo abbandonare la sua roba; ma è molto faticoso abbandonare sé stesso. È da una parte meno negare ciò che ha; molto dall’altra negare quel che è.
Ma il Signore ha comandato a noi che veniamo a Lui di rinunziare a noi: perché quanti veniamo alla gara della fede, ci impegniamo ad una lotta contro gli spiriti maligni. Infatti gli spiriti maligni non possiedono nulla di proprio in questo mondo: quindi dobbiamo lottare nudi con i nudi. Infatti se chiunque lottasse vestito con uno nudo, verrebbe più in fretta sbattuto a terra, perché ha onde venga afferrato. Che cosa infatti sono tutti beni terreni, se non certi indumenti del corpo? Chi dunque si avvicina alla contesa contro il diavolo, getti via gli indumenti, per non soccombere.
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