di Redazione
Di solito evitiamo di fare pubblicità al soggetto anche quando se la prende con Radio Spada, ma questa volta qualcosa va detto. Negli ultimi giorni, del resto, è stato un crescendo di assurdità e aberrazioni.
Con una serie di video agghiaccianti, il giornalista ha negato insistentemente e pubblicamente la verità di base della dottrina cattolica sull’inesistenza della “libertà” per l’errore in quanto tale. La sua diffusione di una proposizione non dissimile da quella anatemizzata nel Sillabo (n. XV), e definitivamente condannata dalla Chiesa, è risultata evidente (vedere qui e qui). C’è solo da sperare che l’immane strafalcione – sbandierato peraltro con gran sicumera – sia semplicemente frutto di ignoranza abissale sulla materia, anche se non è la prima volta che il giornalista si abbandona ad affermazioni in netto contrasto col Magistero.
L’estrema gravità della cosa basterebbe a chiudere il discorso.
Ma qui arriva il rilancio. In un nuovo intervento pieno di insulti e provocazioni, ha ribadito gli errori dottrinali e ha diretto il fuoco contro chi quegli errori li ha combattuti e li combatte. Ovvero Mons. Lefebvre, uno dei più grandi missionari del XX secolo, e più modestamente, i “tradizionalisti”.
Se è comico vedere un giornalista (nemmeno pronto a dichiararsi cattolico!) che vuole dare lezioni su come si convertono gli infedeli a chi ha portato e promosso la Fede in mezza Africa, molto meno lo è ascoltare la sequela di mistificazioni, sciocchezze e offese che questo individuo concentra in meno di venti minuti.
Citiamo testualmente. Parte con i “tetragoni, cupi, bigotti, farisaici” tradizionalisti (poi definiti “farisei neoprotestanti tradizionalisti”) che “hanno portato alla luce il pensiero di Lefebvre”. Commentando una nota pagina del vescovo francese parla di “riflessione aberrante”, “pensiero pieno di buche”, “cose da pazzi”. Il Monsignore viene definito come “completamente fuori strada”, andato “per prati”, “vescovo ribelle”, “talebano” (“un talebano come Lefebvre”, “pensiero letteralmente talebano”). Subito dopo se la prende coi “figliolini di Lefebvre”… “comprati con un casco di banane”. Invoca poi come modello l’idea di “evangelizzazione” vaticansecondista – disastrosa e fallita in modo conclamato! – contro chi il mondo lo ha evangelizzato davvero. Una curiosità finale: il titolo nella URL del video (forse quello pensato per primo?) è “il-delirante-pensiero-di-Lefebvre-sulla-libertà-religiosa”.
La “colpa” di Mons. Lefebvre, a quanto pare, è aver ribadito la semplice dottrina cattolica contro il liberalismo religioso e l’indifferentismo.
Ci fermiamo qui (abbiamo già speso fin troppe parole), perché è tutto surreale e molto sconfortante, ma chiarissimo, almeno per chi vuol vedere.
Per comprendere la realtà dei fatti vedere anche:
- La “libertà religiosa” condannata dalla Chiesa: estratti magisteriali
- L’esultanza nei documenti massonici per l’ecumenismo conciliare e la rivoluzione nella Chiesa: assaggi
- La vecchia storia “Assisi ‘86: caso isolato” non funziona più. La tecnica “lucertola senza coda” spiegata in 2 punti
- Quando il Corriere titolava: “Paolo VI scelto dagli 007”. Due parole su armi di distrazione di massa e gioco dell’uroboro
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