di Luca Fumagalli

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In effetti il secondo volume autobiografico, dedicato a Cyril, perde il confronto con il primo innanzitutto per l’eclissi di Wilde, che lo priva di gran parte del potenziale fascino. Lo stile, poi, si fa generalmente enfatico, a tratti satirico, e dal punto di vista strutturale si registrano sproporzioni tra i vari episodi, a volte troppo concisi, a volte inutilmente esorbitanti. Il risultato è comunque soddisfacente e la narrazione, più lineare e meno frammentaria che in Essere figlio di Oscar Wilde, va a includere altri snodi fondamentali della vita dell’autore.

Terminati gli studi universitari nel 1909, non interessato a esercitare la professione forense, Holland provò con scarsi esiti a sondare il terreno della carriera letteraria: «Scrissi un buon numero di poesie e racconti brevi. Ammiravo il lavoro di mio padre e segretamente speravo di poter scrivere come lui, ma non ero destinato a farlo»[1].

Intanto, grazie a Ross e ai vecchi amici di Wilde, gli furono aperte le porte degli ambienti letterari della Londra edoardiana, permettendogli di fare la conoscenza di H. G. Wells, Herbert Beerbohm Tree ed Henry James. Sentiva di non essere «più un emarginato da allontanare dall’Inghilterra»[2] e un viaggio in Spagna gli rivelò, con grande soddisfazione personale, che all’estero il nome del genitore era tutt’altro che disprezzato.

Il secondo volume autobiografico firmato da Vyvyan Holland

Nell’estate del 1913 conobbe Violet Mary Craige, allora aspirante attrice, la quale nel gennaio dell’anno successivo sarebbe diventata la sua prima moglie. Il matrimonio venne celebrato da padre Basil Maturin – parente di Vyvyan – nella chiesa cattolica di St. Mary, in Cadogan Street, Chelsea. Ross gli fece da testimone e sulla stampa, cosa mai accaduta in precedenza, il nome dello sposo comparve associato a quello di Oscar Wilde (senza peraltro grandi ripercussioni, se non una strigliata d’orecchie da parte della famiglia materna).

Dopo la luna di miele a Rouen, la coppia si trasferì a Londra. Holland riprovò con la scrittura, di nuovo senza approdare ad alcunché, e quando scoppiò la guerra, intravedendo in essa «l’opportunità di fare qualcosa di attivo»[3], fece domanda per un posto da interprete, forte di una buona conoscenza del francese, dello spagnolo, dell’italiano e del tedesco. Finì invece per diventare ufficiale d’artiglieria e venne mandato in Francia.

Il 9 maggio 1915, Cyril, militare di carriera, che con la sua divisione aveva fatto carte false per essere richiamato in Europa dall’India e poter così combattere, venne ucciso da un cecchino tedesco nella seconda battaglia di Neuve Chapelle. Per il fratello, che passò indenne attraverso il carnaio della Somme, fu un duro colpo: «L’ultimo legame con Tite Street e i giorni sereni era andato perduto»[4].

Robbie Ross

Ma i lutti, purtroppo, non erano finiti e gli anni della guerra gli portarono via sia Ross, che si spense nel sonno, sia la giovane moglie, morta a causa delle ustioni subite in un incendio.

Una volta smobilitato, prima di acquistare una casa tutta per sé, Vyvyan si sistemò per un periodo a Chelsea, in un’abitazione condivisa con il pittore Stanley Mercer, con il quale aveva in comune il disprezzo per l’arte moderna.

Economicamente al sicuro grazie ai ricavi provenienti dai diritti d’autore delle opere paterne, la bella vita trascorsa tra i vari circoli londinesi lo portò a stringere nuove amicizie: l’amore per i gatti lo avvicinò a Carl von Vechten, mentre lo zoologo marino Edward Heron-Allen, scrittore dilettante, lo contagiò con la sua passione per il collezionismo, tanto che Holland finì per possedere un interessante assortimento di piatti decorati, fermacarte, monete, libri, divinità tibetane e bottiglie di tabacco da fiuto cinesi. Se dimostrò coraggio nel difendere Shane Leslie dalle calunniose accuse di oscenità rivolte a un suo romanzo[5], A. J. A. Symons ebbe il merito di introdurlo nell’universo dei club enogastronomici, dove si impara ad apprezzare la tavola e il buon vino.

Qualche soldo in più gli venne in tasca dal nuovo impiego in un ufficio pubblicitario, ottenuto nel 1922. Il lavoro non era troppo oneroso e, avendo del tempo libero a disposizione, Holland decise di darsi alle traduzioni seguendo i preziosi consigli di Charles Scott Moncrieff, altro suo conoscente.

Vyvyan Holland e Shane Leslie al matrimonio del primo (1943)

Le serate erano invece all’insegna della mondanità più spinta, consumate tra feste, musica jazz e tutte quelle follie carnascialesche che contraddistinsero la generazione dei cosiddetti Bright Young Things. Tra l’altro vi è una foto, datata 1929, che ritrae Evelyn Waugh in compagnia della prima moglie a una festa in costume a tema tropicale organizzata proprio da Holland presso la sua dimora[6].

Quando tutto sembrava andare per il meglio, lo scoppio della Seconda guerra mondiale costrinse quest’ultimo a sconvolgere per l’ennesima volta i propri piani; passò allora a lavorare come traduttore e redattore alla BBC, un incarico che mantenne per sei anni.

Nell’estate del 1942 conobbe una giovane australiana, Thelma Besant, pronipote dell’attivista Annie Besant, e pochi mesi dopo i due si sposarono a Westminster, presso la chiesa di St. Margret. Al banchetto che seguì erano presenti circa centocinquanta persone, compreso naturalmente il testimone di Holland, Frederick Birkenhead.

Il loro unico figlio nacque nel dicembre del 1945 e venne battezzato col nome di Christopher Merlin Vyvyan dal canonico A. C. Don, lo stesso reverendo che aveva celebrato le nozze. Da adulto pure Merlin, al pari del genitore, si sarebbe fatto custode e promotore dell’opera del nonno.

Vyvyan Holland e il figlio Merlin nel 1954

Nel 1947 i due sposi partirono per l’Australia e la Nuova Zelanda, dove la Besant era stata invitata a tenere conferenze sull’abbigliamento alla moda nel XIX secolo. Il viaggio, durato un anno, è l’ultimo episodio narrato per esteso in Time Remembered After Père Lachaise che, a mo’ di chiusura di un cerchio ideale, termina nel 1954, quando venne dato alle stampe Essere figlio di Oscar Wilde.

Vyvyan Holland morì ottantenne il 10 ottobre 1967. È ovviamente esagerato affermare, come fa Alec Waugh, che senza il suo piccolo capolavoro letterario il mondo sarebbe stato più povero[7], ma di certo il racconto della saga di Oscar Wilde avrebbe perso una delle sue perle più luccicanti.


[1] HOLLAND, Time Remembered After Pere Lachaise, p. 17.

[2] Ivi, p. 35.

[3] Ivi, p. 67.

[4] Ivi, p. 84.

[5] L’episodio è riportato in O. RAUCHBAUER, Shane Leslie: Sublime Failure, The Lilliput Press, Dublino, 2009, p. 106, n. 34. Holland e Leslie compaiono insieme nel dipinto A Group of Writers di Cathleen Mann, conservato al Glasgow Museums Resource Centre. Con loro sono ritratti anche Compton Mackenzie, Henry Green e James Laver.

[6] Cfr. D. LANE PATEY, The Life of Evelyn Waugh, Blackwell, Oxford, 2001, p. 24.

[7] Cfr. WAUGH, My Brother Evelyn…, p. 254.



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Fonte immagini: l’immagine di copertina è tratta da V. HOLLAND, Time Remembered After Pere Lachaise, Victor Gollancz, Londra, 1966, mentre quella di Robbie Ross è stata reperita online (https://www.canadashistory.ca/getmedia/029866c2-15e7-4810-9a32-c7f64b160654/ExpArtPortraitRobertRoss.jpg.aspx?width=768&height=511&ext=.jpg). La fotografia di Holland e Leslie è tratta dal volume R. SCOBLE, The Corvo Cult, Strange Attractor Press, Londra, 2014; quella di Holland col figlio proviene da https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ9h2Zh1R9uGCQ22XWyt3-i2agBuzXxr0n0Mw&s