- Carlo Massini, Imitazione della SS. Vergine Maria Madre di Dio sul modello dell’Imitazione di Cristo (Roma 1814, pp. 306-310)
«Per quanto alti siano i sentimenti, che noi abbiamo di voi, o Vergine Santa, non eguaglieranno mai le vostre grandezze; esse saranno sempre al di sopra di tutte le idee, che ne possiam concepire. Per parlare degnamente di voi converrebbe far capire, quanto vi ha dopo di Dio di più grande, di più ammirabile in grazia, in perfezione, in possanza, in gloria. Da voi nacque Gesù il Vangelo c’insegna questa verità, ne di più s’estende nelle vostre lodi, perché questa sola parola basta per solidamente fondare tutti gli elogii, che vi si possono dare. La vostra dignità di Madre di Dio è niente meno, che una specie di affinità coll’ essere Sovrano. L’effetto della Divina Maternità si è l’accostarsi il più da presso, che sia possibile alla Divinità. Questa dignità vi fece contrarre con Dio una singolar alleanza, in virtù di cui diveniste Figlia del Padre, Madre del Figlio, e Sposa delio Spirito Santo in quella maniera ammirabile che a voi sola è propria. Ed in virtù di quest’ alleanza, voi siete veracemente Regina dell’ universo, Regina dei Cieli. Dire, che Gesù nacque di Maria, è un dire, che Maria, non vede al di sopra di se altri che Dio. O Vergine Madre! Quello trà gli Angeli, che supera gli altri Angeli in grazia, ed in perfezione, non può che essere nel rango dei vostri servi; tanta distanza vi passa tra voi, ed esso. Io giudico della vostra grandezza dalla grandezza del vostro figlio, la quale necessariamente risalta sopra di voi. Dall’eccellenza del Figlio si conosce la Madre. Facilmente comprendo come l’augusta qualità di Madre di Gesù, è la sorgente delle grazie, delle quali piacque a Dio di ricolmarvi, di tutti i privilegii, e prerogative colle quali volle distinguervi. E che voi per questa qualità, avete una specie di dominio sopra tutti i tesori di grazia, di cui Gesù è il padrone, ed un assoluto potere d’intercessione presso di lui. Comprendo, come certe leggi generali, che sono castighi del primo peccato non dovettero riguardare la Madre del mio Dio, Madre sì amabile, madre si amata, ed espressamente destinata con un eterna elezione ad esserlo. E che avendo data a Dio quella vita, con cui ci riscattò, voi meritate di portare il titolo di mediatrice della salute, senza pregiudizio però della qualità del solo, ed unico mediatore, che in senso proprio non conviene se non al vostro Figlio. Ma comprendere tutta l’elevazione della vostra dignità! ah! tutto è sì grande nella Madre di Dio, che li stessi Serafini si contentano di ammirare. Voi stessa in presenza della vostra Santa parente Elisabetta, riduceste quanto Dio avea fatto per voi a queste sole parole: L’onnipotente ha operato in mio favore delle gran meraviglie. E la Chiesa, con tutto l’amore, che vi porta, e lo zelo, che ha per la vostra gloria, è astretta a confessare, che quando considera come voi portaste nel seno quello, che i cieli contener non poteano, non sa come esprimersi per celebrar le vostre lodi. O Madre ammirabile del mio Dio, io mi sento penetrare alla vostra presenza sino al più intimo dell’anima, dall’ammirazione la più profonda, e la più dolce. Alla vista delle vostre grandezze, e della vostra elevazione, mi sento compreso da un sacro terrore e da una riverenza, che mi fa stare come annientato ai vostri piedi»
- Gennaro Bucceroni, La Beata Vergine Maria. Considerazioni sopra i misteri della sua vita (Roma 1913, pp. 139-140)
«Come la natura umana in Gesù Cristo è stata elevata ad un’altezza infinità, così il Maria SS. ma, Madre di Dio, la persona umana è elevata fino ai confini della divinità, “ad fines divinitatis propria operatione attigit” (Gaetano, in 2.2 q. 103, a. 4. ad. 2) … La dignità di Madre di Dio (…) è di un ordine superiore a qualsiasi altra creata dignità, o che possa crearsi, appartenendo questa dignità in certo modo all’ordine dell’unione ipostatica con una divina Persona, al quale ordine essa è necessariamente congiunta (…) Da questa maternità Maria acquista una certa affinità colle tre Persone della Santissima Trinità, “propinquitatem“, come dice S. Tommaso. Dopo la unione ipostatica questa è la più stretta che si possibile, di modo che nessuna altra creatura più si avvicina a Dio»
🔵 La Divina Maternità di Maria nell’enciclica “Lux veritatis” di Pio XI

Seguite Radio Spada su:
- il nostro negozio: www.edizioniradiospada.com;
- Telegram: https://t.me/Radiospada;
- Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada;
- Instagram: https://instagram.com/radiospada;
- Twitter: https://twitter.com/RadioSpada;
- YouTube: https://youtube.com/user/radiospada;
- Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial
fonte immagine https://pixabay.com/it/photos/immagine-mosaico-storico-789392/
