di Redazione
Sta circolando nel web la “professione di fede” approvata – citiamo da MiL – in occasione della Catholic Identity Conference, tenutasi a Pittsburgh dal 27 al 29 settembre, alla quale hanno partecipato personalità religiose e laiche, tra le quali mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare di Astana, e mons. Emmanuel Adetoyese Badejo, Vescovo di Oyo.
Vista la gravità della materia, ogni professione di fede deve essere curata in tutti gli aspetti (in passato ci sono stati scismi per l’uso di qualche sillaba diversa dal significato rilevante). Qui invece siamo di fronte, per usare un eufemismo, a importanti ambiguità che rischiano di aggiungere confusione a confusione.
- Già nelle prime righe si scrive: “Dopo l’istituzione della Nuova ed Eterna Alleanza in Gesù Cristo, nessuno può essere salvato mediante l’adesione agli insegnamenti e alle pratiche delle religioni non cristiane”. Delle religioni non cristiane? Quindi l’adesione all’eresia protestante o allo scisma greco (con tutta la negazione di dogmi che consegue, a cominciare dal vero primato petrino) porta ordinariamente alla salvezza? O piuttosto si vuol dire che protestanti e dissidenti orientali non sono veri cristiani? Difficile pensare che questa sia la visione degli autori, ma allora perché non chiarirlo? A titolo di mero esempio ricordiamo che il Sillabo condanna le seguenti proposizioni: XVII. Almeno hassi a bene sperare della eterna salvezza di tutti coloro che non sono nella vera Chiesa di Cristo; XVIII. Il protestantismo non è altro che una forma diversa della medesima vera religione cristiana, nella quale egualmente che nella Chiesa cattolica si può piacere a Dio.
- I dubbi aumentano poche righe dopo, quando invece di citare il vero Magistero (precedente al Vaticano II) si usa un riferimento alla caotica dichiarazione Dominus Iesus (2000) sul ruolo salvifico della Chiesa. Ora, è noto che in quel documento – oltre alla non dissociazione dalle follie interreligiose di Assisi ‘86 – non si insegna la dottrina tradizionale per cui la Vera Chiesa di Cristo È la Chiesa Cattolica, ma quella del subsistit in per cui la Vera Chiesa di Cristo SUSSISTE NELLA Chiesa Cattolica, con tutte le aperture erronee che questa formulazione ha implicato. Di quale Chiesa parlano dunque gli autori?
- Senza alcuna animosità, va tuttavia posta una ulteriore questione che aggrava il quadro. Quale idea di verità rivelata e di evangelizzazione ha Mons. Schneider? Lo chiediamo con serenità e non senza simpatia per diverse dichiarazioni fatte in passato dal presule e che non abbiamo avuto problemi ad apprezzare. Ma qui è necessario evitare fumisterie. Non ci risultano infatti ad oggi (ma saremmo felici di accogliere la notizia contraria, insieme alla correzione di questa “professione di fede”) sconfessioni delle sue ripetute partecipazioni a incontri ecumenico-interreligiosi (vedere qui e qui).
La crisi nella Chiesa è un fatto epocale e va trattato, pur nella nostra debolezza umana, con la massima cura. Ai lettori abbiamo offerto due libri per far luce su questa rivoluzione: Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne, a cura di don Daniele Di Sorco, postfazione di Aldo Maria Valli, e Golpe nella Chiesa. Documenti e cronache sulla sovversione: dalle prime macchinazioni al Papato di transizione, dal Gruppo del Reno fino al presente, di don Andrea Mancinella, prefazione di don Curzio Nitoglia, postfazione di Aldo Maria Valli.
La formazione è essenziale per affrontare queste sfide e, oggi più che mai, in materia di dottrina è richiesta chiarezza.
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Immagine a scopo illustrativo, modificata da: https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/7410-bishop-schneider-to-pope-divine-revelation-forbids-this
