Continuiamo oggi la collaborazione con Monnicraft, che dedica un nuovo velo alla figura di santa Nonna (sì, si chiama proprio così) .
Qui di seguito tutta la sua storia e, in fondo, il link al velo a lei dedicato.
Questa è una storia speciale, perché non solo è santa la mamma e il figlio, ma tutta la famiglia. A dimostrazione che la santità può essere contagiosa. Oltre alla propria santificazione personale è bene infatti chiedere e cercare la salvezza di ogni membro della propria famiglia.
Nonna nacque nel 280 presso una nobile famiglia della Cappadocia. Fu cresciuta cristianamente dai genitori Filtatus e Gorgonia, e data in sposa a Gregorio della città di Arianzo, un brav’uomo, ma un adepto della setta degli ipsistari (un paganesimo con influenze giudaiche). Nonna non poteva certamente accettare una tale dicotomia, e si mise d’impegno per convertire il marito alla vera Fede.
Scrisse il figlio, san Gregorio Nazianzeno: “Non poteva sopportare questo, in modo che una metà fosse in unione con Dio, e l’altra parte di se stessa rimanesse alienata da Dio,essendo anche un’unione spirituale. Perciò giorno e notte ella si prostrava a Dio, col digiuno e con molte lacrime gli chiedeva di concedere la salvezza a suo marito”.
Le sue preghiere furono esaudite, le sue lacrime accolte, e il suo pio esempio fece breccia nel cuore del marito, che si convertì. “Sembrava a mio padre”, scriveva san Gregorio, “come se lui (cosa che non aveva mai fatto prima, sebbene sua moglie l’avesse chiesto e supplicato molte volte) sentisse il seguente versetto di Davide: rallegratevi di quelli che mi dicevano :andiamo alla casa del Signore (Sal 71,1). Quando mia madre sentì parlare di questo,allora, con calma, gli spiegò la visione. ”
Approfittarono del passaggio nella loro città di alcuni vescovi che si stavano recando al Concilio di Nicea, in particolare Leonzio di Cesarea. Gregorio si fece catechizzare e battezzare, e un prodigio segnò l’iniziodella vita della sua anima: uscito dalla vasca battesimale, fu circondato da una luce fortissima. Il vescovo, impressionato, dichiarò che Gregorio avrebbe rischiarato con la luce della sua conoscenza il mondo, e gli sarebbe succeduto nel vescovado, cosa che accadde davvero. Gregorio fu infatti ordinato presbitero, poi vescovo di Nazianzo per 45 anni, dove morì nel 374. Fu poi conosciuto come san Gregorio il Vecchio.
I meriti di santa Nonna non si fermano qui. Infatti, tutti i figli della santa coppia divennero a loro volta santi, il più famoso dei quali, san Gregorio Nazianzeno, succederà al padre nel governo della diocesi. Poi santa Gorgonia, fulgido esempio di moglie e madre cristiana, e infine san Cesario, medico presso l’imperatore Giuliano l’apostata. In particolare, appena messo al mondo il primogenito Gregorio, lo consacrò a Dio e gli mise nelle mani le Sacre Scritture. Ancora bambino, Gregorio ebbe una visione: due bellissime figure gli si posero accanto e lo accarezzavano «Io mi chiamo la Castità, e l’altra: Ed io la Temperanza. » (S. Greg. Naz., Carm. 1.) « Noi siam sempre, le soggiunsero esse, dinanzi al trono di Gesù Cristo, in compagnia delle schiere celesti; vieni con noi, caro fanciullo, e noi ti alleveremo alla luce della Trinità immortale. » Cosi parlato, esse volarono al cielo; e mentre egli le seguiva cogli occhi si risvegliò e da quel punto si consacrò al Signore col voto di verginità.
Nonna non solo plasmò il cuore del figlio alla pietà e alla virtù, ma curò anche la sua educazione.
La vita di santa Nonna non fu parca di dolori. Morirono infatti prematuramente prima l’ultimogenito Cesario, poi l’anno successivo anche la figlia Gorgonia. Evitò di cedere alla disperazione, affidandosi completamente a Dio. Il figlio Gregorio riportò infatti che, quando le veniva da piangere, un segno di croce sugli occhi fermava le sue lacrime. Di fronte alla morte di Cesario, ad esempio, non s’ abbandonò a un eccessivo dolore, ma accompagnò ella stessa il cadavere alla sepoltura, portando in mano un cero acceso; soffocò il rammarico colla forza della sua Fede, e colla speranza della risurrezione; e cambiò il lutto nelle preghiere dei Salmi.
Le virtù di santa Nonna non si fermano qui. Oltre ai suoi compiti di moglie, madre e padrona di casa, si occupava dei poveri e degli ammalati, spesso donando generosamente elemosine nel segreto.“Ella conosceva”, dice san Gregorio, “una vera nobiltà – essere devota e sapere da dove veniamo e dove andremo; una ricchezza inalienabile fu spendere i suoi beni per Dio e per i poveri, soprattutto per i parenti poveri. Se alcune delle mogli si distinguono per la frugalità e altre per la pietà, perché è difficile combinare entrambe le qualità, allora ha superato tutte in entrambe, e in ciascuna ha raggiunto il vertice della perfezione.”
Già avanti con gli anni, fu presa da atroci dolori e da un’inedia che la portò sul letto di morte. Le preghiere del figlio Gregorio la mantennero in vita ancora un altro po’. Nonna ebbe una visione: di notte, Gregorio entrò nella sua camera con un cesto pieno di pani bianchi e benedetti, e gliene diede da mangiare. Il giorno dopo cominciò a recuperare le forze e guarì completamente.
Santa Nonna, che dopo la morte del marito non lasciava quasi mai la chiesa, lì vi morì in preghiera nel 375.
p.s. non stupiamoci del fatto che un vescovo fosse sposato, all’epoca il clero uxorato era ancora permesso. Comunque, i figli nacquero prima della conversione del marito Gregorio, e i due santi coniugi dopo fecero voto di castità .
Vai QUI per vedere il velo a lei dedicato

Fonte icona: santiebeati.it
