di Redazione

Oggi è andata in onda su Rai Storia (e in seguito su Rai 3) una puntata di Passato e Presente condotta da Paolo Mieli col titolo La Galassia Lefebvre. Ospite d’onore: Alberto Melloni. Nella narrazione e nel commento si sono alternati, oltre ai già citati, il Dott. Marcello Reggiani, e le Dott.sse Veronica Quarti e Laura Balestrazzi.

Se fosse solo per la prevedibile ripetizione delle abituali formulette anti-lefebvriane, per l’uso reiterato dei cliché della vecchia scuola progressista, non varrebbe la pena perdere un minuto. Ma il mix esplosivo di mezze verità e strafalcioni tutti d’un pezzo – seppur dotato della carica di un minicicciolo – merita qualche riga.

Scopriamo, ad esempio, dal Prof. Melloni che Mons. Williamson è “diventato vescovo anglicano”. E, se non si trattasse di una ciofeca, sarebbe pure un discreto scoop. La Dott.ssa Veronica Quarti, poi, ci informa che l’opposizione alle dottrine del Vaticano II avviene “nel nome di una tradizione che parte dal precedente Concilio, quello di Trento”. Ora, bisogna mettersi d’accordo: il Concilio precedente al Vaticano II è il Vaticano I, non Trento. Se invece si parla della Tradizione in generale, allora ci sarà da riconoscere che parte un po’ prima dell’Assise Tridentina.

Ma che le date non siano il punto forte del programma (e dire che va in onda su Rai Storia!) lo si capisce quando, dopo aver correttamente annunciato in una scheda la nascita della Fraternità San Pio X nel 1970, si fa affermare alla solita Dott.ssa Quarti che “nel 1976, al momento della nascita” contava solamente 30 sacerdoti. Signori, qui bisogna dotarsi di calendario. E dire che col canone Rai dovrebbero riuscire a permetterselo.

Il dott. Marcello Reggiani, presumiamo dopo ampie ricerche, lancia però la notiziona. Mieli gli chiede: “Lefebvre vide quasi un rapporto tra il Concilio e la Rivoluzione francese?”. “Sì, Lefebvre espresse questa idea”, replica prontamente. Eppure qui ci si dimentica un dettaglio: a paragonare il Concilio alle varie rivoluzioni (francese compresa) erano stati alcuni dei protagonisti più entusiasti di quella stagione. Del resto la stessa Dott.ssa Quarti, aveva appena descritto il Vaticano II come un evento che “ha cambiato il volto della Chiesa”. Almeno ascoltarsi a vicenda!

Immancabile la nota “ossessione per il complotto”. Gran stupore in studio per i riferimenti di Mons. Lefebvre all’opera massonica nella sovversione della Chiesa. Ma anche qui a parlare – e a confermare quale fosse il clima – più che l’arcivescovo francese sono i vertici delle logge. Peraltro si noti che dell’inedito elogio funebre dei massoni a Paolo VI si era occupato lo stesso Mieli sul Corriere, pur in un articolo più vasto.

Come siano andate (e come vadano oggi) realmente le cose, lo si è già ampiamente visto in due libri: Parole chiare sulla Chiesa – curato da don Daniele Di Sorco, sacerdote proprio della Fraternità San Pio X – un testo che tocca il nocciolo delle questioni con argomentazioni ricche di fonti, e Golpe nella Chiesa di don Andrea Mancinella (1956-2024) che, con oltre 400 note a piè di pagina mostra la dinamica esatta dei fatti, prima, durante e dopo il Vaticano II.

La puntata La Galassia Lefebvre fin qui andava male ma almeno senza sfiorare le illazioni. Il bello arriva ora. Chi finanzia i lefebvriani? Si chiede la Dott.ssa Quarti. E si risponde marzullianamente : “Punto rimasto sempre opaco”, “L’ingente flusso di denaro”… “non ha un’origine certa”. Poffarbacco! Noi pensavamo che fosse la Spectre a pagare, ma bisogna fare una telefonata per verificare. Non vorremmo passare da complottisti che lanciano ipotesi suggestive senza citare le fonti.

Ovviamente non mancano riferimenti alla destra “più eversiva” e ai “lefebvriani che propugnano teorie antisemite”. Sul punto chiudiamo, perché il tempo dedicato è già troppo. Sia chiaro: Mieli – rispetto agli altri in trasmissione – svetta. Almeno si fa domande. E una di queste riflessioni, rivolta a Melloni, suona così: “Ammetterà che è molto buffo, ci sono degli scismatici che per alcuni versi sfiorano l’estrema destra, quella più eversiva… la Chiesa continua per anni, decenni, a fargli ponti d’oro e loro esitano se varcare o no questi ponti d’oro. Ma come è possibile?”.

Una possibile risposta è che forse è tutto terribilmente più complesso di come si può ridurre in poco più di 30 minuti di informazione militante. Noi non siamo liberali e non cadiamo in contraddizione quando agiamo in modo “unilaterale”, ma da chi ha fatto della sinodalità, dell’ecumenismo, se non del dubbio, il fondamento stesso dell’agire, ci si aspetterebbe qualcosa di più open. Da buoni amanti del dialogo, su cinque persone in studio ne avrebbero potuta chiamare almeno una non allineata.

E magari impegnarsi per evitare qualche colossale granchio, preso troppo alla leggera.

Sipario.


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