del Venerabile p. Luis de la Puente sj

La prima virtù fu l’ubbidienza alla Legge, perché sebbene come Iddio e supremo Legislatore poteva dispensarsene e aveva motivo sufficiente per farlo, anzi di rigore non era a tal legge obbligato per non essere stato concepito per opera d’uomo né con debito di peccato originale; contuttociò volle di propria volontà ubbidire a quest’aspro e penoso precetto, e con ciò insieme fare una pubblica protesta che avrebbe osservata tutta la Legge vecchia, imperocché, come dice San Paolo, chi si circoncideva era obbligato ad osservare tutta la Legge, per molto grave che fosse. E questo benedettissimo Fanciullo s’offerse allora di portar questo peso, mettendosi tutta la legge in mezzo al cuore, come egli medesimo disse per bocca di David: «Deus meus volui et legem tuam in medio cordis mei», e ciò affine di darci un perfetto modello d’ubbidienza.
O Anima mia, perché non ti offri a portare il peso e il soave giogo della nuova Legge, poiché il tuo Salvatore s’offre a portare per te il gravissimo peso e l’intollerabile giogo della Legge antica? Se egli ubbidisce per tuo esempio nelle cose dure, alle quali non era obbligato; perché fuggi tu di ubbidirlo nelle facili che t’ha imposte? Perdonate, Signore, alla mia disubbidienza, ed aiutatemi a seguir l’ esempio che mi deste, talché osservi la vostra Legge nel modo che voi sempre l’osservaste.

La seconda virtù fu l’umiltà, poiché non potendo questo Signore tenersi per peccatore, perché non lo era, né lo poteva essere, volle nientedimeno esser tenuto per tale dagli altri, assoggettandosi alla Circoncisione, che era contrassegno dei fanciulli peccatori, e con ciò esponendosi ad una tal taccia, che chiunque lo vedesse circoncidere, dicesse, che aveva peccato. Questo ordinò egli per confusione di noi altri, i quali, essendo peccatori, non vogliamo comparir tali.
Di’ pertanto a te stessa, o anima mia, colle parole del divoto San Bernardo: «Noli hanc rem pessimam facere, ut quem bumiliat veritas, extollat voluntas». Non volere in te ammettere questa detestabile ipocrisia di voler comparir buona e santa quando in realtà sei peccatrice.

La terza virtù fu la pazienza, perché gli altri fanciulli, per mancare dell’uso di ragione, non apprendevano la Circoncisione né il coltello né la ferita, e finché non si dava il colpo, non sentivano; ma questo benedettissimo Bambino, come Uomo perfetto, sapeva quello di cui si trattava e naturalmente gli metteva timore e ribrezzo il colpo e la ferita, ma con tutto questo se ne stette così quieto e fermo, come se nulla avesse conosciuto ed appreso e quando sentì la ferita, sebbene pianse, come Fanciullo, e questa grandemente gli dolse, per la delicatezza della sua complessione; nondimeno nel cuor suo si rallegrò di spargere il Sangue con tanto dolore, gustando di questo travaglio per adempiere così la Volontà del suo Eterno Padre per nostro bene.

La quarta virtù fu una Carità ardentissima, spargendo quel poco di Sangue con tanto amore, che se fosse stato di mestieri spargerlo allora tutto l’avrebbe fatto, e se fosse stato conveniente ricevere subito molte maggiori e più dolorose ferite, a tutto si offriva pronto per amore del suo Divin Padre e per nostro bene.

O carità immensa! O pazienza invincibile! O umiltà profonda, ed ubbidienza perfetta dal mio Redentore! O esimie e sublimi virtù, delle quali si tesse la Veste Sacerdotale del nostro Sommo Sacerdote Gesù, molto più preziosa, che quella «de hyacintho, et purpura coccoque bis tincto, et bysso retorta», intessuta di giacinto e porpora di cocco e bisso ritorto, della quale vestivasi il Sacerdote dell’Antica Legge!
O Sommo Sacerdote, che oggi vi metteste questa Veste per offrire questo Sacrificio della mattina, e di nuovo ve la metterete poi nella Croce per offrire il Sacrificio della sera, vestitemi con un’altra simil veste, acciocché io offra il mio corpo e l’anima mia, «hostiam viventem, sanctam, Deo placentem», in ostia viva, santa, e aggradevole alla vostra sovrana Maestà.
Mi vergogno, Signore, per vedermi così nudo di queste quattro virtù: mi aiuti la vostra grazia, acciocché io ricopra la mia nudità e mi vesta di esse. Amen.

Ludovico da Ponte, Meditazioni sopra i principali misterj della nostra santa fede,
Vol. II, Bologna, 1725, pp. 223-224


🔴 Schuster, Liber Sacramentorum – L’Ottava del Natale

🔴 L’immensità del mistero del Natale. Un sermone di San Leone Magno

🔴 I Vangeli della Natività commentati dai Santi Padri

🔴 “La stalla”. La Natività secondo Giovanni Papini

🔴 IL NATALE E L’EUCARISTIA di san Pier Giuliano Eymard

🔴 Natale, mistero di gioia e tristezza in Maria



Seguite Radio Spada su:

Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial

il nostro negozio: www.edizioniradiospada.com;

Telegram: https://t.me/Radiospada

Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada;

Instagram: https://instagram.com/radiospada

Twitter: https://twitter.com/RadioSpada

YouTube: https://youtube.com/user/radiospada


fonte immagine https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Frescos_of_the_circumcision_of_Christ#/media/File:Assumption_of_Mary_Church_Fresco_26.jpg