di Piergiorgio Seveso
Già, perché? La domanda non è oziosa e nemmeno peregrina.
Mi permetterete, cari amici e lettori, all’inizio di questo tribolato e spaesante 2025 di parlare ancora un attimo di noi, di Radio Spada, della fondazione Pascendi, della nostra composita, variegata e scomoda “compagnia di ventura”.
“Ma come?”, già sento le voci di taluni, ora benevoli, ora polemici, che dicono: “Ecco il solito baffuto e scapigliato Seveso che ci magnifica per l’ennesima volta Radio Spada”.
Di Bergoglio, di Ratzinger, dei delitti e dei difetti dei “papi conciliari” che formano un’unica persona morale (come raffigura una buffa ma veridica immagine creata dall’IA in questi giorni), vi parliamo quotidianamente, magis et magis in die, ogni ora, con la voce, la penna e l’esempio delle nostre vite.
E lo facciamo erodendo, a volte solo scalfendo, a volte solo contristando (e ve ne chiediamo venia) preconcetti inveterati, benevole illusioni, affezioni disordinate o non bene ordinate: i risultati di questa azione sono spesso tangibili, sul medio e lungo termine e portano BUONI frutti.
Spesso però non parliamo di noi, dell’impegno costante e diuturno nell’offrirvi il servizio che Radio Spada, della fatica e degli oneri che gestire Radio Spada comporta.
Queste fatiche, questi sacrifici non sono affatto remunerabili da un Iban che infatti – pur senza ipocriti disprezzi e pauperismi da osteria – ben mi guardo dal porre in calce a questo articolo, ma da qualcosa di più profondo, più vitale e più concreto: dalla vostra vicinanza e, per chi può, dalla vostra collaborazione.
La collaborazione ha certamente diverse forme di manifestazione che già in molti praticano e ne abbiamo viva riconoscenza. Senza le vostre preghiere, senza le vostre Messe, senza il vostro tenerci coram Sanctissimo, Radio Spada non sarebbe andata lontano.
E passando con rapidità ma non senza severa ponderazione, dal piano sovrannaturale a quello naturale, senza i vostri cospicui e numerosi ordini librari, senza la sana diffusione da molti praticata delle nostre opere, ben presto ci saremmo sfracellati sulle nere scogliere della disillusione. Invece non è stato così: abbiamo movimentato un numero ormai indefinibile di volumi vecchi e nuovi, nostri e altrui.
La collaborazione più sublime è quella della condivisione amichevole e militante delle battaglie di Radio Spada. Il mondo cattolico tradizionalista ondeggia spesso tra estremismo parolaio e benpensantismo pratico, tra reazioni pavloviane immotivate e una sedentarietà inscalfibile, paragonabile a quella delle piante o dei sassi, tra fughe in avanti e tremolanti malpancismi di fronte a chi pronunci “parole chiare”.
Non mi riferisco solo ad un nostro libro benemerito – benemerito anche solo per il coraggio di averlo date alle stampe – ma all’intera azione di Radio Spada, priva di rispetti umani (siano essi laici, chiesastici o clericali), divisiva, spigolosa, asprigna e “inopportuna”,
Circondati da una massa di pii inebetiti dallo sgomento per la “rivoluzione conciliare” e di stolti facinorosi che ci ripetono ogni giorno “e voi che fate?”, ripetiamo come sempre: noi SIAMO cattolici romani integrali, nel senso che in un’epoca di proditorie apostasie e di scivolamenti dottrinali, manteniamo integra e salda la nostra posizione cattolica ed uno sguardo cattolico sulla quotidianità vicina e lontana. Lo facciamo senza cedere alla tentazione del bazar delle opinioni, dei sentito dire, del “me l’ha detto mio cugino che lavora in Vaticano” e senza diventare il megafono di nessuno, per quanto dotto, santo, popolare o blindato di consenso possa essere.
Questa libertà, figlia stessa della Libertas ecclesiae, ha costi umani e mediatici assai cospicui e può essere umanamente lenita da un solo balsamo: quello di un’amicizia, collaborativa, disinteressata e puntualmente operosa.
Le sirene ammaliatrici possono essere molte e suggerire vie più agevoli nella loro vigliaccheria ripiegata o più esaltanti nella loro pretesa di risolvere una crisi che dura da 60 anni con colpo di bacchetta (o di petizione, o di istanza, o di segno carismatico).
Solo un esercizio quotidiano di azione e studio, di preghiera e di battaglia può farci combattere i demoni sempre nuovi del neomodernismo teologico e sociale e del liberalismo politico. Volete raggiungerci con generosità, senza sovrastrutture e preconcetti, senza pretese di visibilità e senza calcoli di bottega, su questi spalti che tante volte ci hanno visto protagonisti?
La Scelta sta a voi. Altrimenti, good night, Tradition!
Sancte Joseph, protector Sancte Ecclesiae, ora pro nobis.
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