Nota di RS: continua con questa decima puntata questa rubrica di un grande amico di Radio Spada. Ne sono ovviamente onorato e auguro a quest’appuntamento di crescere e fiorire sulle nostre pagine virtuali. Sono certo che, data l’acribia e la DEDIZIONE del suo curatore, essa manterrà una moderata continuità, malgrado questi tempi bellici e infelici, frantumati e irregolari. Buona lettura! (Piergiorgio Seveso, Presidente SQE della Fondazione Pascendi ETS)

di Cardinale Albus

Tra le più temerarie ed efferate accuse rivolte al Vicario di Cristo dai suoi nemici, svetta quella propugnata dai Colonna contro l’immenso papa Bonifazio VIII, già riportata dal nostro Guido Ferro Canale in una puntata della serie sul “Concilio imperfetto”, per la quale egli sarebbe stato dedito a commerci con i demoni.

L’indegno cardinale Pietro Colonna affermò che quel grande pontefice, nel giorno della sua incoronazione a Roma nel 1295, avrebbe indossato un anello nel quale sarebbe stato imprigionato un demone. Inoltre, papa Caetani avrebbe invocato esseri di natura preternaturale attraverso fumigi preparati durante misteriose assenze dalla corte e che avrebbero generato strepiti, sibili e suoni bestiali non di questo mondo.

Le penne di grandi indagatori del passato hanno già vergato pagine di imperitura e unanime chiarezza che illustrano quell’ingenua convinzione diffusa nei secoli passati secondo cui antichi anelli con effigi di divinità antiche o con pietre particolari potessero giovare alla salute fisica di chi li indossava. In particolare, la disposizione delle pietre si riteneva essere tale per impressione diretta degli astri, data la straordinaria coincidenza geometrica: tale forza si sarebbe riverberata sugli umori del portatore dell’anello, giungendo ad allungarne la vita. Se mai un pontefice coltivò interessi di tal fatta non poteva che essere per poter protrarre con spirito di sagrifizio il suo Regno e le tribolazioni che ne derivavano, al fine di condurre degnamente la barca di san Pietro nelle perigliose acque del secolo.

Del resto si dice pure che quel tracotante e pomposo Salomone riuscì a governare la Città Santa e a costruirvi il Tempio grazie al potere di un anello concessogli da emissari divini. Dunque, non è forse verosimile che al romano pontefice, il cui sublime officio è autentico e pieno compimento delle figure dell’Antico Testamento, siano garantite le medesime prerogative dei patriarchi? Potrebbe una persona sana di mente sostenere che la guida del Nuovo Israele possa essere inferiore in qualcosa rispetto a chi conduceva l’Antico?

Cionondimeno, occorre parimenti ricordare che nel corso del Dugento assurse a opinione comune la sentenza per la quale il papa est maior angelis. Orbene, se tale affermazione può far sorridere i libertari e gli anticlericali, nessuna argomentazione vale a scalfire la ferrea consequenzialità logica che vi è sottesa. Per volontà divina san Pietro fu costituito quale massima autorità spirituale e temporale: ne consegue che, pur rimanendo la di lui natura inferiore alle virtù angeliche, non lo è il suo potere. Pertanto, anche qualora un successore del Principe degli Apostoli avesse avuto famigliarità con qualsivoglia angelo decaduto, è certo che lo fece comandando e disponendo per la maggior gloria della Chiesa romana e del suo Divin Fondatore.

Nè MAI si potrebbe pensare che un Papa possa venerare demoni all’ombra dei sacri palazzi.

Fonte immagine: wikipedia (pubblico dominio)

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