di Piergiorgio Seveso

Non ho bisogno di dire di quanta rispettosa stima e di quanto affetto abbia goduto presso di me e ancora di più presso Radio Spada, Monsignor Richard Williamson recentemente scomparso. Tanto maggiore la stima quanto spesso severe le divergenze in ambito teologico ed ecclesiale.

Per quanto riguarda i nostri rapporti, tesista io, sedeplenista pacificato (o inveterato) Lui, tutto avrebbe congiurato ad allontanarci, a dividerci, a renderci avversari, anche nelle “baruffe chiozzotte” dell’integrismo nostrano ed internazionale.

Eppure una sovrannaturale (e naturale) simpatia, una sincera affinità di caratteri e di stili ha sempre indirizzato la mia attitudine verso di Lui.

Oltre che un sincero uomo di Dio, ho sempre visto in Sua Eccellenza un pastore coraggioso e un vescovo cattolico pronto ad agire a tutto campo in difesa del Regnum Christi e dell’Imperium Christi.

All’epoca delle severe polemiche storiografiche che lo videro protagonista dal 2009, ebbi modo di inviarGli a nome mio e del mio gruppo studentesco una lettera puntuale e cordiale di solidarietà cui rispose con una amichevole cartolina da Londra, che conservo come preziosa perla.

In Lui ho sempre visto una interessante linea di condotta e di azione a tutto campo dell’episcopato cattolico residuale (o, per usare un termine più consono, “diminuito”) che, pur constatando la mancanza di una giurisdizione e di un territorio di governo, gli permettesse di agire e muoversi liberamente e a tutto campo sulla scacchiera dell’orbe terraqueo.

A fronte dell’inanità e dello svuotamento delle cattedre episcopali del Modernismo e dei suoi satelliti, è certamente dovere dell’episcopato cattolico restante, resistente o integrale ergersi a difesa della dottrina cattolica e della signoria di Dio sulla società, sulla cultura, sul mondo accademico e politico.

Monsignor Williamson non ha mancato poi al suo dovere e ha offerto con coraggio alla pubblica opinione, guidata dagli Anna e dai Caifa perennemente redivivi, il suo petto episcopale, ottenendone come prevedibile, scherni, contumelie e dileggi. Così come non ha mancato di garantire la continuità dell’Ordine Sacro e dei Sacramenti cattolici.

Questo gli ha impedito di cadere sia nell’errore di un episcopato supergiurisdizionale ipertrofico, tipico di certi ambienti del sedevacantismo totalista, sia nel nascondimento pio ma lievemente imbelle di un episcopato integrista, esclusivamente “sacramentale” e “benedizionale”.

Questo panegirico appassionato non cancella affatto tutte le dissensioni e le criticità che possono averci differenziati. Ora Sua Eccellenza conosce la Verità nella sua pienezza e senza dubbiezze e specularità riflesse: confidiamo ne possa godere appieno e possa pregare anche per Noi perché conserviamo integra e senza deviazioni o attardamenti umani la nostra linea di condotta.

L’ultima interrelazione avuta con Lui risale al giugno 2023 quando a nome di Radio Spada, allora in via di trasformazione nella Fondazione Pascendi, mandai un messaggio di saluto per una conferenza tenuta a Reggio Emilia. Il messaggio fu pubblicamente letto dall’amico Cristiano Lugli.

“Come Presidente facente funzione di Radio Spada, plaudo a questa iniziativa organizzata nella cornice amica e accogliente de Il Bove. Porgo a Sua Eccellenza Monsignor Williamson l’omaggio di stima e rispetto di tutti i cattolici resistenti o integrali di lingua italiana ed un saluto a tutti i convenuti, in primis a Cristiano Lugli e a Domenico Savino. Quando esattamente quattro anni fa nel giugno 2019 accoglievo Sua Eccellenza all’Hotel Posta di Reggio Emilia, dissi che una visita del genere avrebbe meritato l’omaggio di tutte le autorità civili e religiose della diocesi di Reggio Emilia e la consegna delle chiavi della città e non era certamente un’iperbole encomiastica. Nell’abissale vuoto di autorità e di Magistero che dilania e ferisce il Corpo mistico della Chiesa cattolica, Sua Eccellenza Williamson rappresenta una luce rara, una voce coraggiosa contro lo tsunami di errori e di vizi che ammorba il mondo. Il suo pastorale diventa una spada al servizio della futura ineludibile Restaurazione, la sua Mitra custodisce, insieme a pochi altri, l’Episcopato cattolico residuale e fedele […]. Onore quindi a Lui e buon ascolto a tutti voi in questa giornata che unisce Fede romana e convivialità, sotto le uniche vere insegne dell’Impero cristiano”.

Con queste parole di figlio e di amico voglio congedarmi da Lui e sigillare questa “Strobosfera” che raggiunge un numero di puntate che indica pienezza e compiutezza. Pur nell’incertezza e nel comune naufragio ecclesiale, possa questa rubrica essere sprone per amici ed estimatori, motivo di confusione e amarezza profonda per nemici pubblici e privati, testimonianza di Fede e fedeltà alla Cattedra di Pietro e alla teologia romana.

Viva Cristo Re!


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