Da FSSPX-News riprendiamo questo importante estratto su una serie di fatti spesso dimenticati in relazione all’Eucarestia.
[…] Sacramento e sacrificio
Ci sono tra il sacramento e il sacrificio dell’Eucaristia le seguenti differenze:
– Il sacramento è prodotto dalla consacrazione e rimane, mentre il sacrificio consiste nell’oblazione della vittima divina. Quindi la Messa è essenzialmente sacrificio, ma l’ostia divina contenuta nel ciborio o portata a un malato è sacramento e non sacrificio.
– Il sacramento è una causa di merito per coloro che ricevono la Santa Ostia e offre loro vantaggi spirituali, mentre il sacrificio non ha solo come effetto il merito, ma anche la riparazione.
Condizioni per ricevere l’Eucaristia
Per ricevere l’Eucaristia bisogna essere battezzati e, come per tutti i sacramenti dei vivi – cioè di quelli che hanno una vita soprannaturale – essere in stato di grazia.
«Pertanto chiunque mangerà il pane o berrà indegnamente il calice del Signore sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ognuno di voi provi sé stesso, e mangi di questo pane e beva di questo calice; poiché chiunque mangia e beve [indegnamente], mangia e beve la sua condanna, non riconoscendo il corpo del Signore» (1 Cor 11: 27-29).
È anche necessario presentarsi alla santa Mensa in un abito decente e con un’attitudine modesta e raccolta.
Chi è consapevole di essere nel peccato mortale deve confessare sacramentalmente prima di comunicare. In caso di urgente necessità e non riesce a trovare un confessore, deve compiere un atto di perfetta contrizione:
«Colui che ha la coscienza carica di un peccato mortale, anche se pensa di avere la contrizione, non avrà accesso alla santa comunione senza una precedente confessione sacramentale; in caso di necessità e assenza di confessore, egli farà per prima cosa un atto di perfetta contrizione», afferma la legge della Chiesa (Canone 856).
Dobbiamo infine sapere cosa riceviamo e avvicinarci alla santa Mensa con devozione, umiltà e modestia, con una coscienza pura e un grande amore per Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, che si rende cibo per nostra anima.
Il digiuno eucaristico
Inoltre, sotto pena di peccato grave, bisogna essere a digiuno. Dobbiamo rispettare la legge del digiuno eucaristico prima di avvicinarci alla santa Mensa. Consiste nel non aver preso bevande alcoliche o cibi solidi, né cibi liquidi anche se non alcolici per almeno un’ora. L’acqua e anche i farmaci solidi o alcolici non spezzano il digiuno in nessun momento.
Allo stato attuale, la legge ecclesiastica ha ridotto a solo un’ora la durata del digiuno eucaristico, che è un allentamento della disciplina tradizionale, che nella sua forma antica e venerabile consisteva nell’astenersi da ogni cibo o bevanda da mezzanotte fino alla comunione del mattino.
La Fraternità San Pio X incoraggia i fedeli ad aderire alla disciplina in vigore prima del Concilio Vaticano II, vale a dire di osservare un digiuno di tre ore prima della comunione.
Ci sarebbe un peccato mortale di sacrilegio andando alla comunione volontariamente non a digiuno, a meno di non essere in pericolo di morte o nella necessità di impedire la profanazione del sacramento.
Disposizioni
Per comunicarsi devotamente bisogna anche prepararsi con cura e poi fare un ringraziamento adeguato. La preparazione alla comunione consiste nel meditare per qualche tempo, con attenzione e devozione, sul grande sacramento che riceveremo, producendo atti di fede, speranza, carità e contrizione, ma anche adorazione , umiltà e desiderio di ricevere Gesù Cristo. Le preghiere della Messa prima della comunione sono un’ottima preparazione.
Il Ringraziamento consiste nel meditare per qualche tempo, con attenzione e devozione, sull’ostia che è stata ricevuta, facendo atti di fede, speranza, carità, buoni propositi, ringraziamenti e richieste, ma anche di adorazione e offerta di sé. Dopo la comunione, dobbiamo soprattutto chiedere a Gesù Cristo le grazie necessarie per la salvezza, per noi e il nostro prossimo, e soprattutto per la grazia della perseveranza finale, la vittoria della Chiesa sui suoi nemici e il riposo eterno per le anime dei defunti.
Modo di comunicare
Al momento di ricevere la Santa Comunione, si deve essere in ginocchio, tenere la testa bassa, gli occhi modestamente rivolti verso la Sacra Ostia, la bocca abbastanza aperta e la lingua leggermente in avanti sul labbro inferiore.
Dobbiamo tenere la tovaglia (o anche il piatto di comunione) in modo che riceva la Sacra Ostia se dovesse cadere.
Ricevuta la Sacra Ostia, dovrebbe essere consumata senza indugio, ingoiandola il prima possibile. Se dovesse aderire al palato, sarebbe necessario staccarla con la lingua, mai con le dita.
Effetti della comunione eucaristica
La Santa Eucaristia produce, in coloro che la ricevono con dignità e devozione, i seguenti effetti:
– Accresce la grazia santificante e il fervore della carità; proprio come il cibo sostiene e accresce la vita del corpo, così la Santa Eucaristia preserva e accresce la grazia che è la vita dell’anima;
– Rimette i peccati veniali;
– È di grande aiuto per la perseveranza finale, diminuendo la concupiscenza, preservando dai peccati mortali, rafforzando l’anima nella pratica delle buone opere; produce inoltre consolazione spirituale.
«Io sono il pane di vita. I vostri padri hanno mangiato la manna e sono morti. Questo è il pane che discende dal Cielo, affinché se ne mangi e non si muoia. Io sono il pane vivo che è disceso dal cielo. Se qualcuno mangia questo pane, vivrà per sempre; e il pane che darò è la mia carne per la salvezza del mondo» (Gv 6, 50-51).
La Santa Eucaristia aumenta il fervore e aiuta potentemente ad agire secondo la volontà di Dio e i disegni di Gesù Cristo su ciascuno di noi; dà in premio la gloria futura e la risurrezione del nostro corpo.
Obbligo della comunione
Ogni fedele è tenuto, per comando della Chiesa, a comunicare almeno una volta all’anno, nel periodo di Pasqua.
«Tutti i fedeli di entrambi i sessi, dopo aver raggiunto l’età di discrezione, vale a dire l’uso della ragione, devono ricevere una volta all’anno, almeno a Pasqua, il sacramento dell’Eucaristia, a meno che su consiglio del proprio sacerdote, per qualsiasi motivo ragionevole, non si ritenga che ci si debba astenere per un certo periodo» (Canone 859 § 1).
Inoltre, in caso di pericolo di morte, e qualunque sia la causa del pericolo, ognuno è obbligato a procurarsi l’aiuto della Santa Comunione che viene poi ricevuto nel Santo Viatico. Ecco perché tutti coloro che si prendono cura dei malati, sia fisici che spirituali, devono fare attenzione che il Santo Viatico non sia troppo a lungo procrastinato e porre tutta la loro attenzione per garantire che i malati in pericolo di morte lo ricevano in piena coscienza.
È consentito comunicare due volte lo stesso giorno:
– Se, avendo già comunicato, sorge un pericolo di morte in modo che la seconda comunione sia presa in viatico;
– Se, allo stesso modo, sorge la necessità di impedire la profanazione del Santissimo Sacramento.
La Chiesa cattolica incoraggia spesso la comunione, e anche quotidianamente, a condizione che siano soddisfatte le condizioni necessarie.
Onorare Gesù Cristo
Dobbiamo onorare Gesù Cristo presente nell’Eucaristia:
– Adorandolo con il massimo rispetto;
– Ricambiandogli amore per amore;
– Chiedendogli le grazie con fiducia.
Ogni volta che entrate in una chiesa dove si trova il Santissimo Sacramento, considerate che siete alla presenza di Gesù Cristo. È il Dio che gli angeli adorano tremando. Inoltre, fate attenzione a qualsiasi irriverenza, sia nel vostro vestire e nel vostro atteggiamento, sia nella dimenticanza del silenzio e dei segni di rispetto dovuti al Signore e Padrone di tutte le cose.
Gesù Cristo è il tuo amico più amorevole che, poiché ti desidera, rimane lì giorno e notte, prigioniero del suo amore. Visitatelo spesso e ringraziate per una così grande carità. Ha le mani piene di doni celesti, che desidera prodigarvi: pregate con fiducia.
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Foto di Leonardo Zanini: https://www.pexels.com/it-it/foto/fotografia-simmetrica-dell-ostia-in-ostensorio-d-oro-9317320/
