Un passo dei “Ragionamenti sacri” del cardinale Federico Borromeo.
Mi pare, o anime cristiane, che la divina Corona, con la quale fu coronato il venerabile capo del Salvatore, sia tessuta e intrecciata non meno di misteri che di dolori tessuta sia, ed intrecciata … L’uomo aveva in molti modi offesa la Maestà divina, laonde il Salvatore con molte e diverse maniere di angosciosi travagli volle soddisfare per lui, quantunque ciò si potesse fare con assai minori patimenti. Oltre a ciò egli ha voluto soggiacere a certi e speciali tormenti in rimedio di quelle speciali colpe che con le varie parti del nostro corpo erano state da noi commesse. A lui furono confitte le mani per le nostre male opere; venne flagellato in tutta la persona per emendarne i nostri appetiti concupiscibili; comparve cinto di corona di spine e di quella volle esser singolarmente adorno, acciocché potesse guarirci dal gonfiamento delle nostre menti e dalle nostre superbie e dagli ostinati nostri voleri e dalle eresie e dalla idolatria … Profetando disse: “Et tradent eum Gentibus ad illudendum et flagellandum“, acciocché, sperimentando viarie maniere di tormenti da parte di varie genti, venisse a salvarle tutte, come aveva stabilito assumendo la carne … Io dico, che per via delle stesse ingiurie i soldati, i Gentili e Pilato dimostrarono, contro la loro volontà e senza ben saperlo, che Cristo con potestà regale signoreggiava l’universo. Così disse Roberto Abate, ed innanzi a lui assai più copiosamente Atanasio nel sermone della Passione e Croce del Signore, dove dice che il Demonio operò ogni cosa contra di sé … Dice Sant’ Ilario che nello stesso tempo Cristo venne adorato e schernito. “Sì disonorato principio ebbe poi altrettanto gloriofo fine, disse il nostro Padre sant’Ambrogio. Feriscono colui, che coronano e beffandolo l’adorano: e con tutto che siano increduli nel cuore, credono pure in lui mentre l’uccidono. Mancò in loro ogni buon’opera, ma a Dio non mancò il suo onore, poiché egli è salutato come re, coronato come vincitore, adorato come Dio e Signore. Strana cosa fu invero, come offerva Clemente Alessandrino, che Pilato crocifiggesse colui che poco prima aveva incoronato come re … San Giovanni Crisostomo dice che l’eretico è simile alle spine poiché sempre ferisce: se parla, malignamente parla e se tace, malignamente pensa; e tali erano ancora i Gentili. Aggiunge Lattanzio che la Corona che cinge il capo di Cristo siamo noi cristiani, i quali, avanti che conoscessimo Iddio eravamo ingiusti, e ora ch’egli è nostro dottore, e maestro, ci accostiamo al suo capo ,e coroniamo il Dio vivente. Anzi, come afferma Cirillo, ciascuno, che erra nel conoscimento della vera fede e che in luogo del Creatore riverisce la creatura rappresenta le spine amare, che nei luoghi sterili e salmastri sogliono nascere: ma una volta strappato alla dalla sua falsa credenza diviene generosa pianta … Nostro dovere deve essere, o figliuoli, di volentieri ricevere il divino Agricoltore nei nostri sterili campi e di sterpare per tempo dalle radici le velenose erbe, acciocché, nettandosi la celeste terra dell’anima, renda moltiplicato frutto.
I Sacri Ragionamenti di Federico Borromeo Cardinale Arcivescovo di Milano,
Voll. III-IV-V, Milano 1640 pp. 262-264. Il testo è stato aggiornato nel linguaggio.
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fonte immagine https://riposte-catholique.fr/archives/125116?lang=fr
