Il Valle de los Caídos (recentemente rinominato Valle de Cuelgamuros), con la Basílica de la Santa Cruz del Valle de los Caídos è il famoso complesso monumentale costruito negli anni ’40 e e ’50 vicino a Madrid, con annessa un’abbazia benedettina. Ha ospitato le sepolture di Francisco Franco e José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange Spagnola (entrambi rimossi tra molte polemiche).
Sovrastato dalla croce più grande del mondo, è da sempre odiato dalla sinistra spagnola. Recentemente è stato pure trasferito il combattivo priore della abbazia “su pressione del governo spagnolo e con l’accordo dell’arcivescovo di Madrid, il cardinale José Cobo, e del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin”, scrive Alfredo Monteverdi sul sito di Marco Tosatti. “Lo stesso arcivescovo e il Vaticano si sono detti d’accordo”, aggiunge, “a effettuare modifiche del Valle de los Caídos secondo i desideri dell’esecutivo socialista, a patto che non si tocchi l’altare, la Croce monumentale esterna e che non si caccino i benedettini. E per ora (per ora!), a Sánchez va bene così”.
Insomma, al momento si tratta “solo” di un grande piano di “risignificazione” costellato da riesumazioni, cambi di denominazione, rimozioni ai vertici. Ma annota La Gaceta: “Se c’è una cosa a cui aspirano i più radicali esponenti della sinistra, incoraggiati dai governi di José Luis Rodríguez Zapatero, Mariano Rajoy (che avrebbe potuto abrogare la legge settaria sulla memoria storica con una maggioranza assoluta ma non ci è riuscito) e Pedro Sánchez, è l’abbattimento della croce nella Valle dei Caduti, simbolo di pace e riconciliazione tra gli spagnoli. La sua altezza totale è di 150 metri, di cui 25 corrispondono alla base con gli evangelisti (san Giovanni, san Luca, san Marco e san Matteo), 17 al corpo intermedio con le virtù (Giustizia, Fortezza, Prudenza e Temperanza) e 108 al fusto della croce. Secondo il sito web del complesso monumentale, la lunghezza dei bracci è di oltre 46 metri (23 ciascuno).”
E ancora: “«La Croce della Valle di Cuelgamuros fu eretta grazie al lavoro schiavistico dei prigionieri politici della dittatura franchista. La croce della valle di Cuelgamuros deve essere dinamitata. È ovvio.” Questo è stato il messaggio lanciato sul social network X dal segretario dell’organizzazione e portavoce di Podemos, Pablo Fernández, lo scorso febbraio.
Qualche anno fa Podemos presentò il documento Esumare il franchismo. Recuperiamo la Valle di Cuelgamuros per la democrazia, dove – come i talebani – ha chiesto la demolizione della croce “per riconvertire la Valle dei Caduti in uno spazio di memoria democratica” e la “desacralizzazione” dello spazio”. “Questa croce, attualmente simbolo della Valle, potrebbe essere demolita e i suoi gravosi resti utilizzati per creare un altro monumento alla dignità e al rispetto per le vittime”, ha proposto il partito viola.
L’ex deputato Ramón Espinar, del partito, ha chiesto qualche settimana fa, nel programma En boca de todos, di far saltare in aria la croce del complesso monumentale in cui i monaci benedettini pregano per le anime dei caduti di entrambe le parti. Lo ha detto anche il conduttore di Cadena SER Héctor de Miguel (Quequé)”.
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Imm. in ev.: Jorge Díaz Bes, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons
