Il 25 marzo il Martirologio Romano recita : “A Gerusalemme la commemorazione del santo Ladrone, il quale, avendo in croce confessato Cristo, meritò di udire da lui: «Oggi sarai meco in paradiso»”. Tuttavia a motivo della coincidenza con la solennità dell’Annunziazione della Vergine Santissima ed Incarnazione del Verbo, la sua festa è celebrata il giorno successivo. La tradizione ecclesiastica chiama questo buon Ladrone Dismas e sulla sua figura, cui rende culto tutta la Chiesa nella varietà dei suoi riti, sono sorte leggende più o meno fantasiose, sulle quali però si staglia come unica certezza, la sua “canonizzazione” da parte dello stesso Redentore moribondo. Ecco alcune riflessioni del Crisostomo su questa importante figura della santità cristiana.
«Abramo credette in Dio, ma Iddio stesso gli aveva parlato dall’alto dei cieli, e gli aveva mandato i suoi angeli a messaggeri; di sua propria bocca gli aveva espresso le sue volontà. Mosè credette in Dio, ma l’aveva veduto nel rovo ardente, che gli parlava di mezzo alle fiamme, e quindi in mezzo allo strepito delle trombe e dei tuoni. Isaia ed Ezechiele credettero in Dio, ma il primo lo avea veduto assiso sull’eccelso suo trono, circondato di gloria; ed il secondo lo vide portato sulle ali dei cherubini. Tutti gli altri profeti credettero in Dio; ma tutti lo avevano veduto, benché di una maniera diversa, nella magnificenza della sua maestà, per quanto n’è capace la vista umana. E ciò sia detto, non per menomare la fede di quei santi personaggi, ma solo per mostrare la superiorità di quella del Buon Ladrone … Questi lo vide nell’ignominia della croce! Egli lo vide non già assiso su di un trono maestoso circondato dalle poderose legioni della celeste milizia, ma sulla Croce, e non lo vide che là. E che vuol dire, averlo veduto sulla Croce? Vuol dire che lo vide su un trono di scherno, mille volte più atto a nascondere che a rivelare la sua divinità. Vuol dire che in luogo dei cherubini, non aveva per corteggio visibile che due ladri. Vuol dire che invece di adorazioni, egli non riceveva che insulti e bestemmie. In una parola, egli non lo vide che sulla Croce e non lo vide che là: ciò dice tutto … Voi chiedete che avesse egli fatto per meritare il Paradiso? Or io ve lo dico. Quando Pietro rinnegava il suo Maestro sulla terra, il Ladrone lo confessava sulla croce. Il Principe degli Apostoli non resiste alle minacce di una vile fantesca, ed il Ladrone sospeso al patibolo, in mezzo a tutto un popolo di minacciosi bestemmiatori, proclama la divinità del bestemmiato Signore, lo riconosce qual Re del cielo, e senza esitare gli domanda di sovvenirsi di lui, quando avrà preso possesso del regno suo»
da Mons. Joseph Gaume, Storia del buon ladrone dedicata al secolo XIX, 1868
San Disma, il buon ladrone “canonizzato” da Gesù


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