L’ufficiatura propria della festa della Sacra Lancia e dei Sacri Chiodi di Nostro Signor Gesù Cristo, che si celebra per concessione della Sede Apostolica, il venerdì dopo la prima Domenica di Quaresima, include la lettura di un decreto di papa Innocenzo VI (1352-1362) su questi sacratissimi strumenti della Passione.
A noi conviene gloriarci della sacratissima Passione del Redentore e Signor nostro Gesù Cristo in modo tale che, considerando uno ad uno i misteri e i meriti della stessa Passione, ci gloriamo anche nei singoli e salutari strumenti di essa. Rispetto a questi è particolarmente da ricordare che lo stesso Salvatore, ormai reso il suo spirito sulla Croce, sopportò che il suo Costato fosse trapassato dalla Lancia, affinché nel flusso di acqua e sangue che ne usciva, venisse formata la Santa Madre Chiesa, unica e immacolata e vergine sua sposa. O beatissima apertura di quel sacro Costato, donde a noi tali e tanti doni della divina pietà furono effusi! O felice Lancia, che tanto bene ci hai fatto!
Aprendo questo Costato ci aprì le porte sacratissime del regno dei cieli. Essa, ferendo colui che era già morto, risanò le nostre ferite e ci restituì la vita e la salvezza. Essa, trafiggendo un innocente, col suo sangue asterse le nostre colpe e, irrigata dal sacratissimo flusso di acqua e sangue, portò via le tenebre della nostra cecità e ci lavò nei fiumi della divina pietà. Anche quei dolci Chiodi, coi quali lo stesso Salvatore fu affisso alla Croce, sono meritevoli di gran devozione: essi non solo meritarono di essere aspersi del Sangue immacolato e di sostenere la mole di un tanto grande peso, ma per mezzo delle salutifere piaghe da esse causate noi abbiamo ricevuto una così gran dolcezza della divina carità che le nostre mani furono sciolte dalle catene del peccato e i nostri piedi furono liberati dai lacci della morte.
Cosa è più santo di questa ferita e di queste piaghe? Cosa di più salutare di esse, da cui procedette la nostra salvezze e nelle quali possono trovar cura così assiduamente le anime dei devoti? Dunque è lecito che la Lancia e i Chiodi predetti, così come gli altri salutari strumenti della Passione siano venerati in ogni luogo da tutti i fedeli di Cristo.
Traduzione da Officia propria Passionis D. N. Jesu Christi juxta Breviarium Romanum,
Romae, 1881, pp. 74-76
🔴 Innocenzo VIII, il principe Djem e la Sacra Lancia
🔴 “Clavus Romani Imperii”. Costantino, sant’Elena e i Chiodi di Cristo
🔴 Traduzione dell’inno “Salvete, Clavi et Lancea” fatta da Belli.
🔴 La devozione alla Passione di Gesù. Preghiere e indulgenze

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