Si scrive erroneamente nella dichiarazione Dignitatis Humanae (7 dicembre 1965) del Vaticano II che “il diritto alla libertà religiosa si fonda realmente sulla stessa dignità della persona umana quale l’hanno fatta conoscere la parola di Dio rivelata e la stessa ragione. Questo diritto della persona umana alla libertà religiosa deve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell’ordinamento giuridico della società“. Se a confutare queste proposizione bastano la logica e la conoscenza dell’insegnamento della Chiesa, Bartolo Longo, con l’uso di entrambe nel capolavoro Le ragioni della Santa Inquisizione e la grandezza di San Domenico, le mette fuori gioco in poche e semplici battute. Le espressioni dell’avvocato fondatore del Santuario di Pompei sono forti e in linea con lo spirito battagliero della sua epoca, ma nella sostanza valide e pienamente in linea con quanto proposto fino a Pio XII (vedere ad esempio l’allocuzione Ci riesce del 1953).
[…] Opposizione. […] Il dritto della libertà di coscienza e dei culti risiede nella coscienza di ogni uomo, e reclama di essere riconosciuto quale è innanzi a Dio.
Risposta. Dio lo ha negato e nella Legge antica e nella nuova, e la ragione è chiara. L’uomo non è il Creatore, ma è la creatura di Dio. Ora la dipendenza, l’ossequio della creatura verso il suo Creatore si dice Religione, dalla voce latina che suona «legame».
[…] Si deduce da questo, che innanzi a Dio l’uomo non ha vera libertà di coscienza, libertà di culto e libertà di pensiero, come oggi s’intende, cioè facoltà di scegliersi una religione ed un culto come gli talenta; ma solo la libertà dei figliuoli di Dio, come dice S. Paolo, cioè di lasciare l’errore e le seduzioni del secolo per correre liberamente al Cielo. L’affermare, perciò, che l’uomo ha il dritto innanzi a Dio di pensare e di credere in religione come gli piace, è un errore.
[…] Avete il libero arbitrio di divenire atei, apostati, spergiuri a giuramenti dati: vostro danno. Nessuno deve salvarsi per forza. Ma non avete però il dritto di appestare le anime altrui coi vostri scandali, e vituperare apertamente le sante leggi imposte dal Cristo Dio. Vi fate pubblicamente ribelli ed ostinati nell’errore? Ed allora il tribunale religioso eseguirà le sue leggi per l’onore di Dio, per il vostro ravvedimento, per la salvezza dell’intera cittadinanza cristiana, onde è necessario segregare la pecora appestata dall’ovile eletto del Signore.
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