In tempi di grande confusione ecclesiale un tema cruciale è quello dell’obbedienza: spesso frainteso, quasi sempre semplificato all’eccesso. In relazione alla situazione attuale ne si è data ampia trattazione nel volume Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne.
Di seguito proponiamo alcuni utili estratti del Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena OCD (professore di teologia spirituale, formatore e grande conoscitore della spiritualità carmelitana, morto nel 1953) presi dal suo celeberrimo libro Intimità Divina (pp. 416, 417, 426, 427). Grassettature nostre.
«Il Signore – insegna S. Giovanni della Croce – preferisce da te il minimo grado di obbedienza e sottomissione che non tutti i servigi che pensi di prestargli» (AM.I, 13). Perchè? Perchè l’obbedienza ti fa rinunciare alla tua volontà per aderire alla volontà di Dio, espressa nei comandi dei superiori; e proprio nella completa conformità della tua volontà con la volontà divina consiste la perfezione della carità, consiste l’essenza dell’unione con Dio. La carità sarà in te perfetta quando in ogni tua azione ti regolerai non secondo le tue inclinazioni e desideri personali, ma secondo la volontà di Dio, conformando ad essa la tua. E appunto questo è lo stato di unione con Dio, poiché «l’anima che ha la volontà interamente conforme e somigliante alla divina, è perciò stesso del tutto unita e trasformata in Dio » (G.C.S. II, 5, 4).
La volontà di Dio la trovi espressa nei suoi comandamenti, nei precetti della Chiesa, nei doveri del tuo stato; ma oltre a ciò rimane ancora un largo campo alla tua libera scelta e tuttavia non sempre ti sarà facile riconoscere con certezza quel che Dio vuole da te. Invece, nella voce dell’obbedienza la volontà divina prende una forma chiara, precisa e ti viene manifestata apertamente, per cui non puoi più temere di sbagliare. Infatti, «non v’è potestà se non da Dio» (Rom. 13, 1), sicché, obbedendo ai tuoi legittimi superiori, puoi essere sicuro di obbedire a Dio.
Gesù stesso, affidando ai suoi discepoli la missione di evangelizzare le genti, ha detto: «Chi ascolta voi, ascolta me e chi disprezza voi, disprezza me» (Lc. 10,16); e così ci insegna che i superiori ecclesiastici lo rappresentano e ci parlano in nome suo. E del resto, S. Tommaso dimostra che in ogni autorità legittima – anche di ordine naturale, come per esempio di ordine civile e sociale – quando questa comanda nei giusti limiti dei suoi poteri, si ha una manifestazione della volontà divina. Proprio in questo senso l’Apostolo non esita a dire: «O servi, obbedite ai vostri padroni… come a Cristo… facendo di cuore la volontà di Dio» (Ef. 6, 5 e 6).
[…] Non devi obbedire per un motivo di fiducia umana nella persona del tuo superiore, ossia perché egli è intelligente, è prudente, capace, perchè ti comprende o ti vuol bene, ecc.: questa è obbedienza umana, frutto di prudenza umana, atto buono, ma non soprannaturale. Non devi neppure obbedire perché ciò che ti viene comandato è il più pertetto, questo non è ancora il vero motivo dell’obbedienza, il quale consiste unicamente nell’obbedire perché tutto ciò che il superiore comanda, Dio lo vuole. Solo un caso fa eccezione, ossia quando il superiore comandasse di fare un peccato, cosa che certamente Dio non può volere, oppure quando i suoi comandi fossero contrari alla Regola o agli Statuti da te abbracciati, perchè allora non sarebbero più legittimi. Ma per il resto non devi mettere alcuna riserva alla tua obbedienza. E non devi neppure esitare temendo che il superiore ti chieda qualche cosa di meno perfetto, perchè anche se egli ti ordinasse una cosa oggettivamente meno perfetta di un’altra (per esempio di riposare, anziché lavorare), per te sarebbe la più perfetta, giacché per il semplice fatto che il superiore te l’ha ordinata, è evidente esser proprio quella, e non altra, che Dio vuole da te in quel momento. Può darsi benissimo che in astratto tu veda la possibilità di fare una cosa di maggior perfezione di quella che ti viene comandata e che il tuo parere sia migliore di quello del superiore, ma in concreto non c’è dubbio: non ci può essere per te niente di più perfetto che eseguire ciò che Dio ti comanda per mezzo del superiore.
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