Con gioia presentiamo Le ragioni della Santa Inquisizione e la grandezza di San Domenico di Bartolo Longo, in nuova edizione a cura di Radio Spada. Si tratta di un testo che, grazie all’appuntita penna del celebre giurista, fa piazza pulita non solo degli assalti storiografici figli della leggenda nera ma – con 80 anni di anticipo – di tutte le storture del Vaticano II, in particolare in relazione al liberalismo religioso e all’ecumenismo indifferentista. Portato in palmo di mano dai modernisti contemporanei (che a quanto pare non ne conoscono i testi, o – se li conoscono – fingono di non vederli, nel solito gioco rivoluzionario dell’alternanza verità-errore), e spesso ridotto ad una semplice icona sentimentale, l’Avv. Longo dimostra di essere molto di più: un cattolico fedele alla Tradizione e un difensore della Chiesa.

Di seguito la Nota editoriale di presentazione.

Il libro è protagonista di offerta speciale fino a martedì 22 aprile, al prezzo di 21 Euro (e non 23) più spese di spedizione a parte. Per aderire basta ordinare tramite Whatsapp (+393662949035) o Telegram (@edizioniRS) o email (edizioniradiospada@gmail.com), e NON direttamente sull’ecommerce. I METODI DI PAGAMENTO sono illustrati a questo link https://www.edizioniradiospada.com/pagamenti-e-spedizioni.html, ma per chi ha bisogno di un ausilio ci sono i contatti indicati sopra. Le opzioni di SPEDIZIONE sono: spedizione non tracciabile (possibile ma sconsigliata: non possiamo sapere dalle poste dove il libro si trova) a 2 €, spedizione tracciabile (piego libri raccomandato) a 5,50 €, servizio Posta1 a 9 € (solo entro 2kg di peso), corriere privato a 12 €. Ovviamente chi comprasse altri volumi li potrebbe includere nelle stesse spese di spedizione.


Nota delle Edizioni Radio Spada

Bartolo Longo non ha bisogno di presentazioni: avvocato, già anticlericale e spiritista, poi convertito al Cattolicesimo, co-fondatore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, figura popolarissima e grandiosa, con una vita che oscilla tra l’epopea e il miracolo. Qui non lo chiameremo col titolo di Beato, non certo per negare i suoi vasti meriti, ma perché – come noto – questo riconoscimento gli è stato attribuito dalla gerarchia neomodernista e dovrà essere confermato dalla Chiesa[1] nel pieno uso delle sue prerogative. Confidiamo, già da ora, che così sarà.

Anzi, si può dire di più: ciò che scrive Longo in questo volume è l’esatta negazione delle dottrine ambigue ed erronee del Vaticano II. Le parole del celebre avvocato sbugiardano fin dalla base le falsità del liberalismo religioso, dell’ecumenismo indifferentista e le assurdità propalate dagli stessi che, col solito metodo del colpo al cerchio, colpo alla botte, lo hanno «beatificato». Una sua frase, che troverete nelle pagine seguenti, può essere serenamente definita l’anti-Dignitatis Humanae: «Innanzi a Dio l’uomo non ha vera libertà di coscienza, libertà di culto e libertà di pensiero, come oggi s’intende, cioè facoltà di scegliersi una religione ed un culto come gli talenta; ma solo la libertà dei figliuoli di Dio, come dice S. Paolo, cioè di lasciare l’errore e le seduzioni del secolo per correre liberamente al Cielo. L’affermare, perciò, che l’uomo ha il diritto innanzi a Dio di pensare e di credere in religione come gli piace, è un errore».

Questo è, senza dubbio, il valore aggiunto del volume: unire lo sguardo storico alla dottrina cattolica. Le ragioni della Santa Inquisizione e la grandezza di San Domenico. Ovvero: San Domenico e l’Inquisizione al Tribunale della Ragione e della Storia è infatti la nuova edizione del testo uscito a fine ‘800[2] che con gioia presentiamo al pubblico, curata, rivista, parzialmente aggiornata nel linguaggio, integrata nelle note e nelle Appendici[3] da Radio Spada. Certamente in alcuni passaggi l’opera esprime il clima culturale in cui è stata scritta e non può giovarsi delle più recenti acquisizioni storiografiche[4], ma resta un documento di grande interesse e un valido antidoto – vergato con perizia da un giurista, che affronta obiezioni e repliche – a tante sciocchezze messe in circolazione da secoli per fomentare un’atroce leggenda nera tanto contro San Domenico di Guzman, quanto contro il Tribunale dell’Inquisizione. E con un’altra citazione dello stesso Longo, che ritroverete nelle righe del libro, consegniamo al lettore queste ricche pagine coi nostri migliori auspici:

«Vi è la pena nella Società civile contro l’attentato alla Maestà umana; e non vi dev’essere la pena nella Società religiosa all’attentato contro la Maestà divina?».


[1] Sulle «nuove canonizzazioni», vedere il capitolo L’infallibilità, il magistero, la resistenza all’errore, in Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne, a cura di don D. Di Sorco, Edizioni Radio Spada, 2023.

[2] Il titolo originale era solo San Domenico e l’Inquisizione al Tribunale della Ragione e della Storia (Valle di Pompei, scuola tipografica editrice Bartolo Longo, 1888).

[3] Estratti dal Discorso di Pio XII ai membri del Tribunale della Sacra Rota Romana e Il caso Galilei raccontato in breve dal card. Hergenröther.

[4] Il fatto, ad esempio, che i ricorsi alla tortura e alla condanna a morte non fossero così frequenti come per molto si è lasciato credere – confondendo situazioni diverse, esagerando sistematicamente o creando vere e proprie narrazioni ideologicamente orientate – è dimostrato ormai dai lavori di molti studiosi (cfr.: L’Inquisizione, gli storici moderni smentiscono la leggenda nera, https://www.uccronline.it/2022/03/15/linquisizione-gli-storici-moderni-smentiscono-la-leggenda-nera/).

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