di Piergiorgio Seveso

Nella grande marcia di avvicinamento agli Stati generali di Radio Spada (decima giorntata di cultura radiospadista) del 25 aprile 2025 a Reggio Emilia, debbo fermarmi un istante per annotare la morte di Jorge Mario Bergoglio, avvenuta oggi. Certamente ne parleremo insieme venerdì nella “provincia di don Camillo”, insieme a tanti ospiti e amici da tutta Italia, ma anticipo già qualcosa. Anche questa sera daremo luogo a qualche riflessione per la puntata In morte di J. M. Bergoglio – edizione straordinaria – trappole, conclavi e futuro della Chiesa (ore 19:30, canale YouTube di RS).

Veniamo al punto. Verso questo fatto ineludibile per tutti – ma al contempo auspicato da moltissimi tradizionalisti e temuto da tutto il resto della cattolicità (almeno nominalmente intesa) -Radio Spada ha sempre mantenuto una sovrana e naturale indifferenza, un naturale e serafico distacco, non disgiunto dalla pietà e da un silenzioso fervore orante.

Se pregare si deve per tutti (ma proprio tutti), questo non esclude il ribadire (visto che lo facciamo dal marzo 2013) che Bergoglio ha rappresentato, in ogni istante del suo “regno”, la più estesa, profonda, convinta ed efficace, tangibile e devastante manifestazione della rivoluzione eversiva del “concilio vaticano secondo”. In questo caso ci è stato, a suo modo, “carissimo”, e si rivelato storicamente provvidenziale, ulteriormente provvidenziale rispetto ai suoi immediati predecessori.

Rispetto al sofo bavarese, pensatore debole e debolista, che l’aveva preceduto, ha mostrato con l’intera forza di una mazza chiodata, tutta la fiacchezza di quell’apparato restauratore e conciliativo, fatto di speranze infondate e allucinatorie illusioni, che hanno caratterizzato gli otto anni del “regno ratzingeriano”.

Dopo di Lui, pur nella continua altalena di passi avanti e passi indietro, niente sarà più come prima, niente potrà più tornare come prima, perché il perimetro della progressione rivoluzionaria è stato portato in territori nuovi, inesplorati, impensabili. I cautelosi conservatori, i cultori dei ripareggiamenti progressivi, gli esperti attardati del “molire e sopire” già estraggono dai loro polverosi armadi, ricolmi di naftalina, il grandioso gioco di scatola che da sempre li affascina: “il Risiko del Conclave”.

Vedremo quindi nelle prossime settimane auspici, pronostici, predizioni, calcoli col bilancino sulle fazioni in conclave (che sono – salvo miracoli – essenzialmente due, una turbo-conciliare e una conciliare, una giacobina e una girondina), il tutto condito di grandi aspettative, pie e chimeriche proiezioni dei propri sogni e qualche patente farneticazione.

A questo agitarsi vano, a questa corsa scostumata all’ultima notizia (fosse anche inventata), all’ultimo starnuto di qualche porpora caudata, Radio Spada risponderà con un’analisi oggettiva, continuativa e ponderata di quello che accade, senza pose da Sibilla Cumana, senza frenesia ma con la consapevolezza che le vie della Restaurazione sono accidentate e tortuose.

Per questo al nostro “carissimo nemico”, oggi affidato al giudizio di Dio, alla presenza della corte celeste, va la nostra prece. Spetterà poi alla Chiesa, tornata nel suo pieno vigore di autorità e cattolicità, formulare un giudizio storico e canonico che possa gettare piena luce su Jorge Mario Bergoglio ed i suoi sodali conciliari.

Unicuique suum. Non praevalebunt!


EDIZIONE STRAORDINARIA – In morte di J. M. Bergoglio: trappole, conclavi e futuro della Chiesa.
Questa sera in diretta con vari ospiti sul canale YouTube di Radio Spada alle ore 19:30 👉 https://www.youtube.com/watch?v=4BepjyMHl40


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Foto di Gordon Taylor da Pixabay