di Piergiorgio Seveso
La decima giornata di cultura radiospadista anche quest’anno ha assunto la forma di “Stati generali della Tradizione” ed è stata un amabile ritrovarsi di tantissimi volti amici e di molti “nuovi arrivati” che però conoscevamo virtualmente da tempo.
Malgrado si sia svolta nel pieno di un “ponte” creato da una nota festività civile di questa disgraziata repubblica, la giornata ha visto una grande sala riccamente gremita di laici e religiosi e fuori di essa un’innumerevole assise parallela di sostenitori che attendevano di conoscere i contenuti di quest’evento, che hanno pregato per esso e che lo hanno propagandato. Le immagini della giornata e di tutto ciò che l’ha circondata parlano da sole.
All’interno abbiamo potuto, come sempre e tangibilmente, constatare la grande (e immeritata) amicizia di cui godiamo e non possiamo che ringraziare chi ha lavorato per i il buon esito dell’evento, sia nella gestione dei banchetti che nell’approntamento della sala, adornata quest’anno dalle immagini di Papa Pio XII, di vari zuavi pontifici, cristeros messicani, del vandeano Charette della Contrie, di Goffredo di Buglione e dei simboli più importanti della ierocrazia papale.
Se di impetuosa gioia è stata la fastosa cornice degli Stati generali, non possiamo tacere il clima gravido di incertezze e di attese che certamente si respirava. In seguito alla morte di Jorge Mario Bergoglio, Radio Spada ha come sempre ribadito che dodici anni di ulteriore inveramento della rivoluzione conciliare si sentono tutti e sono penetrati fin nelle più profonde plaghe del corpo ecclesiastico e hanno ulteriormente deturpato le cattedre episcopali ed il conclave stesso, ricolmo di creature argentine dalle più curiose ed inusitate fattezze.
Al contempo l’esigua minoranza degli Aronne “conservatori” altro non è che la stanca cultrice dei precedenti errori (ed orrori) wojtyliani e ratzingeriani e se depreca i maggiori balzi in avanti del regno ora concluso, non ha alcuna intenzione di abbattere l’idolo informe ed il feticcio deforme del concilio vaticano secondo che quotidianamente adora con l’incenso della connivenza servile e della svendita delle grandi verità di Fede, magari con le migliori intenzioni.
A questa competizione tra Erode entusiasti ed innovatori e Pilato pensosi e timidi, è inutile prendere parte e prestare attenzione, se non pregando perché Iddio si degni presto di concedere alla Chiesa pastori cattolici che lavorino per il bene reale e concreto delle anime, nel solco del Magistero e della sua gloriosa storia. Con questa speranza tutta soprannaturale e per nulla politica, invitiamo i lettori a recitare la Novena per l’elezione del Sommo Pontefice. Persino sul Titanic conciliare Dio può far miracoli.
Se questo era lo spirito della giornata gli interventi si sono snodati su tutti i temi d’attualità che richiedeva un’assise come la nostra.
Il convegno era presieduto quest’anno dall’ottima Ilaria Pisa che, dopo un mio breve intervento di inquadramento ecclesiale, ha ceduto la parola al gentilissimo Don Luigi Moncalero (FSSPX) che ha ribadito la centralità degli esercizi di Sant’Ignazio nella formazione dei “soldati della buona battaglia” . La spiritualità ignaziana, con la sua sprezzatura e indifferenza verso i piccoli e grandi cangiamenti della cronaca quotidiana, rappresenta un valido antidoto alla frenesia del mondo digitale in cui, volenti o nolenti, siamo immersi. E’ stato poi il turno di Andrea Giacobazzi che con stile arguto e bonariamente polemico ha illustrato sette buoni motivi per NON seguire Radio Spada. Il nostro autore Domenico Savino ha invece trattato, tra molti e prolungati applausi, delle connivenze tra le attuali destre al potere nelle nostre terre ed il modernismo teologico e sociale, mostrando quanto si sia stellarmente lontani da qualsiasi forma di Restaurazione cattolica nella società e negli ordinamenti politici. Francesco Avanzini, medico benemerito, autore di un recente saggio uscito dai nostri torchi (La bellezza armata. Vir Pugnator: per un Medioevo del III millennio), ha fatto un ampio affresco sulla decadenza dei modelli di virilità pugnace ed ordinata nell’attuale sfibrata società europea. E’ poi stato il turno dell’anglista Luca Fumagalli, che ha preso il destro dall’analisi di una lettera di Evelyn Waugh a George Orwell, analizzando le principali differenze tra l’opera cattolica del primo e quella nettamente più laica del secondo. L’amico Massimo Micaletti ha preparato un’accurata presentazione power point per mostrare i frutti devastanti del governo e del “magistero” degli ultimi dodici anni per le battaglie bioetiche e provita. A questi interventi in sala, sono seguiti tre interventi video esclusivi in remoto: Marco Tosatti si è concentrato sulle devastazioni dottrinali e morali dell’antimagistero bergogliano. Alain Escada, del movimento Civitas International, ci ha rivolto parole di sincero ed affettuoso incoraggiamento, mostrando ad abundantiam il lato pervertitore del governo macroniano in Francia e la debolezze conniventi delle destre parlamentari francesi. Corrado Gnerre ha invece svolto un impegnativo e profondo intervento sulle attitudini che dobbiamo avere nella Buona battaglia e nell’attesa preparatoria della Restaurazione. E’ poi salito alla tribuna il gentilissimo avvocato Francesco Minutillo che, con un intervento effervescente e appassionato, ha informato l’uditorio delle battaglie legali concluse o in corso sulla “mostra blasfema” di Carpi dello scorso anno e sulle “profanazioni” connesse ad un presunto miracolo eucaristico nella diocesi di Ravenna, e ancora su altri casi che hanno avuto luogo nelle Romagne. Ha continuato il professor Martino Mora, nostro autore passato e futuro (a breve avrete notizie), con un serrato intervento critico sulla figura e su fatti e misfatti di Jorge Mario Bergoglio. Disceso dalla tribuna, è toccato alla carissima Monica Gibertoni, curatrice di Monnicraft, affrontare con il consueto garbo muliebre il tema delle devastazioni dottrinali e sociali realizzate dall’ideologia femministra di ieri e di oggi. Data l’assenza del professor Gianluca Pietrosante per motivi di famiglia, è asceso subito – e per la prima volta – sui nostri rostri il giovanissimo Flavio Pisaniello di Legio Christi che ha tracciato il suo percorso biografico di conversione dal sede-impeditismo degenere al cattolicesimo romano integrale. Ha concluso, come sempre, con tonitruante foga e passione, Lorenzo Roselli di Militia Christi che ha letto e tradotto un intervento esclusivo di Norberto Pico Sanabria, Leader della Falange Española de las JONS, sul sistematico tentativo di distruzione e snaturamento perpetrato dai governi liberali e socialisti delle Spagne contro il sacrario del Valle de los Caídos, monumento per la pacificazione nazionale, eretto a suo tempo dal governo franchista dopo la Cruzada e la guerra civile.
Il tutto avviene nel silenzio e nella complicità delle “gerarchie ecclesiastiche” spagnole completamente asservite al modernismo politico e al “politicamente corretto”. Con il canto del Noi vogliam Dio non privo di una certa commozione, si è sciolta l’adunanza, con la promessa e la speranza di rivedersi nel 2026.
Che dire in conclusione? Mi permetterete una gioia (non “giubilare”) pienamente legittima e motivata. A dispetto di chi ci voleva morti da anni, a chi ha maramaldeggiato a lungo contro di noi, a chi per lunghi periodi ha vomitato atra bile contro i nostri eventi, noi rispondiamo che siamo ancora qui, felici ed in piedi, in attesa di cio’ che la Provvidenza ci riserverà e riserverà al Cattolicesimo romano. Quanto “durerà” RS? Non lo sappiamo, ma lavoriamo ogni giorno nel presente per fare ciò possiamo: questo 25 aprile è stato un bel frutto da cogliere.
E devo dirlo. Qual è stato il Buon consiglio migliore ricevuto in questi ultimi tredici anni? Fondare, pur con i suoi limiti, Radio Spada.
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