Pubblicata il 16 luglio 1746, l’enciclica “Accepimus praestantium” del dottissimo Benedetto XIV Lambertini contiene tanti saluberrimi insegnamenti sulla necessità di porre la Croce in mezzo all’altare del Sacrificio. Ne riportiamo alcuni estratti.
In nessun modo possiamo permettere che la Messa venga celebrata su questi Altari, che sono privi dell’immagine del Crocifisso, o dove la stessa è posta in modo non consono davanti al Sacerdote celebrante, o sia così minuta da sfuggire quasi allo sguardo dello stesso Sacerdote e del Popolo presente; ciò infatti è contrario alle Leggi e alle istituzioni della Chiesa, che sono raccolte nei codici e nelle altre norme ecclesiastiche: ciò è anche massimamente contrario alla sacra antichità e anche alla consuetudine delle Chiese orientali …
Nelle Rubriche del Messale, sotto il titolo Sulla preparazione dell’Altare e dei suoi paramenti, si leggono queste parole: “Sopra l’altare sia posta nel mezzo la Croce, e almeno due candelieri con le candele accese da una parte e dall’altra dei suoi lati”. Nel Pontificale Romano Sulla consacrazione dell’eletto a Vescovo, quando vi è la predica dall’Altare, dove il Vescovo da consacrare attende al rito sacro fino all’Offertorio, compiuto il quale la Messa continua su un altro Altare, dove il Vescovo che consacra compie il rito sacro, in quel Pontificale si tenga presente questo: “Nella cappella più piccola destinata all’Eletto, la quale deve essere separata dalla più grande, sia aggiunto un Altare con la Croce e due candelieri”. Inoltre il Cerimoniale dei Vescovi, dopo aver fatto menzione al libro I, cap. 12, dei candelieri e delle candele, aggiunge: “Nel mezzo di questi sarà collocata una Croce del medesimo metallo e fattura, molto alta, così che il piede della Croce eguagli l’altezza dei vicini candelabri e tutta la Croce stessa si elevi al di sopra dei candelieri con l’immagine del Santissimo Crocifisso rivolta verso la parte anteriore dell’Altare”.
Noi stessi abbiamo parlato di questa vecchia usanza di collocare la Croce sull’Altare, quando si compie il rito sacro, nei Nostri scritti Sul sacrificio della Messa, che da Noi sono stati composti in Italiano; molti poi ne abbiamo aggiunti, quando gli stessi, tradotti in latino, sono stati pubblicati una seconda volta. A questi aggiungiamo anche che, soprattutto a motivo dell’antichità di questa usanza, una grandissima devozione è stata sempre dedicata alla Croce, la quale è collocata al centro dell’Altare, quando si celebra la Messa; gli stessi rinnovatori più ostili hanno avuto grande paura ad allontanarla dal centro …
Su quest’argomento l’eccellentissimo cardinale Bona così lasciò scritto: “Dalla vista della Croce è richiamata alla memoria del Sacerdote celebrante la passione di Cristo, passione della quale questo Sacrificio è la vera immagine e la reale rappresentazione, esprimendo in modo incruento la morte cruenta del nostro Salvatore; quantunque in modo diverso, viene presentato lo stesso Sacrificio che fu offerto sulla Croce”. Con queste ultime parole è indicata la dottrina ortodossa, espressa dal Concilio di Trento (Rerum liturgicarum, lib. I, cap. 25, n. 8) …
Questo vi prescriviamo: che in alcun modo permettiate che il rito sacro venga celebrato presso Altari nei quali il Crocifisso non si elevi tra i candelabri, in modo che il Sacerdote che celebra e il popolo che assiste al Sacrificio possano guardare agevolmente lo stesso Crocifisso.

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