Traduciamo dal francese e presentiamo ai lettori questo articolo di Francesca de Villasmundo apparso su MPI.
di Francesca de Villasmundo
Il giorno dopo la “messa d’inizio del suo Pontificato”, Leone XIV ha ricevuto in udienza rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali e di altre religioni. Ha promosso la via della Fratelli tutti al seguito di Francesco e del dialogo interreligioso del Concilio Vaticano II.
Leone XIV ai rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali e di altre religioni: dialogo interreligioso e fratellanza universale.
La grande domanda che ci poniamo in questi giorni: cosa sarà il pontificato di Leone XIV? Una prosecuzione più civile dell’ultraprogressismo bergogliano? Un ritorno al conservatorismo tardo-ratzingeriano? Un po’ di entrambi?
La prima udienza concessa da Leone XIV, subito dopo la “celebrazione inaugurale del ministero di Vescovo di Roma e Successore di Pietro”, conclusasi ieri, domenica 18 maggio 2025, fornisce alcune indicazioni.
Questa mattina, lunedì 19 maggio, il nuovo Pontefice ha ricevuto rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali e di altre religioni in un’udienza durante la quale ha delineato le sue priorità: il dialogo interreligioso con un approccio ecosostenibile, sulla via di Fratelli Tutti, seguendo Francesco, che a sua volta ha seguito i decreti del Concilio Vaticano II, Assisi e tutto quanto.
Con Leone XIV, il relativismo religioso rimane sotto i riflettori
Tutti i rappresentanti di queste sette protestanti e false religioni, giunti ieri in Vaticano per partecipare alla messa che ha segnato l’inizio solenne del suo pontificato, sono stati rassicurati: con Leone XIV, nulla cambia sotto il sole della Roma conciliare, neo-protestante e neo-modernista. Non si fa menzione della Verità immutabile, dell’Unica Verità, dell’Unica Arca di Salvezza che è la Chiesa cattolica. Inoltre, non si fa menzione di Cristo stesso. Viene menzionato solo una volta nel discorso di Leone XIV, e anche in quel caso, in una citazione di Sant’Agostino.
Come i suoi predecessori conciliari, Leone XIV insiste nel promuovere il grande errore del Vaticano II, il relativismo religioso: tutte le religioni sono una via per la “salvezza”, poiché “ciascuna delle comunità qui rappresentate apporta il proprio contributo di saggezza, compassione e impegno per il bene dell’umanità e la protezione della nostra casa comune”. Può esserci del bene per l’umanità in una falsa religione? La Tradizione dice “no”, la Chiesa conciliare dice “sì”. E che dire di questo riferimento bergogliano alla “Casa Comune” ecocompatibile e neopagana?
Proseguendo nel solco di questa dottrina interreligiosa, la ricerca della “Fraternità Universale” (basata sulle fondamenta poste da Francesco) la cui matrice non è cattolica ma massonica, è stata al centro del discorso:
“Uno dei punti di forza del Pontificato di Papa Francesco è stato quello della fraternità universale. Su questo punto, lo Spirito Santo lo ha davvero “spinto” a compiere grandi passi avanti nelle aperture e nelle iniziative già intraprese dai Papi precedenti, soprattutto a partire da San Giovanni XXIII”.
Francesco e Fratelli Tutti sono la bussola da seguire
Oltre agli elogi a Francesco, si può notare un tocco di “revisionismo” storico: vorremmo davvero sapere quando e dove i Pontefici precedenti a Giovanni XXIII, che tuttavia combatterono energicamente contro questo modernismo dottrinale che prese il potere con il Concilio Vaticano II, intrapresero “aperture” e “iniziative” ecumeniche e interreligiose per realizzare questa famosa “fratellanza universale” senza Dio ma con tutti gli dèi? Per comprendere la natura fuorviante di questa affermazione, consigliamo ai nostri lettori la lettura del libro “Golpe nella Chiesa” di Don Mancinella (ndr, nel testo francese dell’articolo si rimanda alla traduzione del libro realizzata proprio da MPI), che ripercorre la lotta dei Papi pre-Vaticano II contro questo relativismo e indifferentismo religioso.
Papa Leone XIV è considerato più “spirituale” di Francesco. Forse sì, ma se la sua spiritualità consiste nel farci credere che lo Spirito Santo abbia “guidato” Francesco e la sua Fratelli Tutti, allora ne dedurremo che la sua spiritualità è più pericolosa, dato che questa enciclica bergogliana è in contrasto con la dottrina cattolica e rappresenta un passo importante “verso questo pluralismo religioso” volto a stabilire un’unica religione mondiale che, in breve, è una negazione dell’unicità della Verità cattolica. Il resto del discorso è un’ode a questo pluralismo religioso.
Leone XIV e la sua intenzione di proseguire l’impegno di Papa Francesco per la sinodalità e l’ecumenismo
Francesco e il suo orientamento sinodale ed ecumenico costituiscono anche la bussola di Leone XIV, come dimostrano queste parole:
“Consapevole, inoltre, che sinodalità ed ecumenismo sono strettamente legati, desidero ribadire la mia intenzione di proseguire l’impegno di Papa Francesco nel promuovere il carattere sinodale della Chiesa cattolica e nello sviluppare forme nuove e concrete per una sinodalità sempre più intensa in ambito ecumenico”.
Analogamente a Nostra Aetate – ma lo sapevamo già dall’8 maggio – e alla ricerca della “pace” universale attraverso il sincretismo religioso.
La sua apparizione nella Loggia di San Pietro il giorno della sua elezione, vestito con paramenti più tradizionali, le sue parole in latino, il Regina Coeli cantato dal balcone e la Messa del Novus Ordo in latino, avrebbero potuto far sperare in un ritorno alla Tradizione. Si tratta di speranze ingannevoli, perché la Tradizione non si limita a un aspetto esteriore, ma è una dottrina, la dottrina immutabile della Chiesa cattolica, da cui questa attribuzione leonina si discosta in modo impressionante sia nel complesso che nei dettagli.
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