di Redazione

Senza dare giudizi sulle intenzioni, il Guelfo Rosa scriveva il 2 maggio sul futuro eletto: “Dovrà avere uno stile più rassicurante di quello bergogliano, dovrà “partire piano”. Altrimenti la rivoluzione rischia di perdere l’equilibrio. Poi tutto può essere. […] Un po’ di frittata al tranquillante: che le uova siano dal guscio chiaro o scuro poco cambia, a meno che non siano miracolose. Molti sono sfiniti da 12 anni di deliri urlati ai quattro venti: “Dateci stabilità”, è l’auspicio”.

E proprio la tragica voglia di normalità (per citare l’ultima Strobosfera) ha fatto in modo che la previsione scritta sei giorni prima dell’elezione si avverasse nel dettaglio, soprattutto per certe reazioni sopra le righe che si sono viste.

Avevamo la sfera di cristallo? No, e ci guardiamo bene dal vergare improbabili profezie sul futuro di Leone XIV. Del resto, in questi giorni vediamo già i primi atti e le prime dichiarazioni: continuità con Bergoglio e sinodalità, Vaticano II da seguire, rapporti interreligiosi ebraico-cristiani da rafforzare alla luce di Nosta Aetate. Vista la partenza, come abbiamo detto fin dall’inizio, c’è da pregare parecchio.

Ma torniamo al deragliamento del mondo trad&cons. Una lunga serie di antibergoglismi solo di pancia, di cervellotiche teorie sedeimpeditiste e benevacantiste hanno mostrato – come si era dimostrato tempo fa – la loro completa inconsistenza: silenzi, fuggi fuggi, svarioni, arrampicate sugli specchi. Il tutto in mezzo ad un magmatico fronte “conservatore” che non vedeva l’ora di individuare un motivo per mettersi più comodo.

Il caos del mondo trad&cons si nota bene ed è forte lontano da queste pagine, un po’ meno a media distanza, poco se si arriva vicino e quasi nulla qui, fatti salvi franchi confronti. Possiamo dirlo: “Qui RS: (quasi) tutto secondo previsioni, dunque bene e avanti così“.

Un avanti così che vale doppio perché privo di illusioni e delusioni, nella consapevolezza che nulla possiamo senza la grazia e che la confidenza vera va posta solo in Chi, come causa prima, vuole il bene e permette il male per un bene maggiore.

L’arrivo del Conclave e di Leone XIV hanno generato una rinnovata e vasta attenzione per i contenuti del blog e dei nostri social. E se il Cielo lo vorrà, proseguiremo nel dire che l’albero della rivoluzione non va potato e rinvigorito tagliando gli ultimi rami (Fiducia Supplicans, Traditionis Custodes) ma sradicato.

Senza prenderci troppo sul serio, ma prendendo molto seriamente la crisi che attraversa la Chiesa da oltre sessant’anni.

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio.


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