di Redazione

Tra i riti che solennizzavano l’elezione di un nuovo Romano Pontefice eccelle per particolarità l’intronizzazione del Neoeletto sull’altare papale della Patriarcale Basilica Vaticana.
Appena eletto il Papa veniva spogliato delle vesti cardinalizie e rivestito della talare bianca, del rocchetto (segno di giurisdizione) e della stola (se insignito almeno del diaconato). Così parato, per significare che aveva già ricevuto direttamente da Cristo il potere di legare e sciogliere, accoglieva suppliche e disponeva nomine.
A questi primi atti di governo seguiva la prima adorazione da parte del Sacro Collegio, con il Papa redimito della mitria preziosa e rivestito del manto rosso che stava a simboleggiare come il potere di Pietro si estendesse nello spirituale e nel temporale su tutto il mondo.
Dopo di ciò il Cardinali portavano l’eletto nella Basilica di San Pietro. Giunti all’altare papale, sorgente sul sepolcro del Principe degli Apostoli, il Pontefice si prostrava in preghiera, quindi veniva posto a sede sulla mensa dove, mentre si cantava il Te Deum, riceveva un’altra adorazione da parte dei Porporati, i quali gli baciavano il piede, la mano e il viso.
Concluso quest’atto di omaggio, mentre il Papa ancora stava seduto sull’altare, il Cardinal Decano recitava su di lui l’orazione super electum Pontificem:

Pater noster …
V. Et ne nos inducas in tentationem.
R. Sed libera nos a malo.
V. Salvum fac, Domine, servum tuum electum nostrum.
R. Deus meus sperantem in te.
V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.

V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.
Oremus.
Omnipotens sempiterne Deus, miserere famulo tuo Pontifici nostro, et dirige eum secundum tuam clementiam in viam salutis aeternae: ut, te donante, tibi placita cupiat et tota virtute perficiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Detta l’orazione il Pontefice impartiva la benedizione apostolica al Sacro Collegio, alla Prelatura e al popolo.
Questo rito sorto nel Duecento, che si svolse fino all’elezione di Pio IX nel 1846, era l’affermazione rituale di una verità fondamentale della fede cattolica (offesa dagli errori conciliari della collegialità e sinodalità[1]) ossia che il Papa, Successore di Pietro, costituisce un’unica persona morale[2] con Gesù Cristo di cui è Vicario su questa terra[3].


  1. Episcopato e collegialità ↩︎
  2. Il Buon Pastore e il suo Vicario ↩︎
  3. L’abbandono del titolo ‘Vicario di Cristo’. Dal Vaticano II a Bergoglio ↩︎


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fonte immagine https://liturgia.mforos.com/1699131/8390659-del-conclave-a-la-toma-de-posesion/