Bisognerà inoltre insegnare che vi sono alcuni effetti mirabili e doni grandissimi dello Spirito Santo, che diciamo scaturiti ed emanati da Lui, come da fonte inesauribile di bontà. Sebbene le opere esterne della Santissima Trinità siano comuni a tutte e tre le Persone, pure molte di esse si attribuiscono in particolare allo Spirito Santo, per farci intendere che esse provengono dall’amore immenso di Dio verso di noi. Infatti, poiché lo Spirito Santo procede dalla divina volontà quasi infiammata d’amore, si capisce che gli effetti, attribuiti come propri allo Spirito Santo, derivano dall’amore immenso di Dio verso di noi. Ne segue che lo Spirito Santo è detto dono, significandosi con questa parola ciò che si dona benignamente e gratuitamente, senza speranza di ricompensa. Perciò tutti i doni e benefici conferitici da Dio – “E che cosa abbiamo noi”, come dice l’Apostolo, “che non l’abbiamo ricevuto da Dio?” (1Co 4,7) – dobbiamo riconoscerli con animo pio e grato come elargiti per concessione e grazia dello Spirito Santo.
Molteplici poi sono i suoi effetti. Omettendo la creazione del mondo, la propagazione e il governo delle cose create, di cui abbiamo parlato nel primo articolo, abbiamo mostrato or ora che si attribuisce in modo proprio allo Spirito Santo il dare la vita, come conferma il passo d’Ezechiele: Vi darò lo Spirito e vivrete (Ez 37,6). Ma è il profeta Isaia (11,2) che enumera gli effetti principali e più propri dello Spirito Santo: spirito di sapienza e d’intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, spirito di timor di Dio, i quali tutti si chiamano doni dello Spirito Santo e talora semplicemente Spirito Santo.
Perciò sagacemente sant’Agostino (Della Trin. 15,19) ci avverte di badare, quando nella Sacra Scrittura occorre la parola Spirito Santo, per assicurarci se si tratti della terza Persona della santissima Trinità, oppure dei suoi effetti ed operazioni. Le due cose sono cosi differenti tra loro, come il Creatore differisce dalle creature. E con tanto maggior diligenza si dovrà sviluppare questo argomento, in quanto appunto da questi doni dello Spirito attingiamo i precetti della vita cristiana, e possiamo giudicare se lo Spirito Santo sia veramente in noi.
Tra tutti i suoi munifici doni è da esaltare quella grazia che ci fa giusti e ci suggella con il promesso Spirito Santo, pegno della nostra eredità (Ep 1,13). Essa unisce la nostra mente a Dio col vincolo strettissimo dell’amore, per cui avviene che, accesi da ardente desiderio di pietà, iniziamo una nuova vita (2P 1,4), e fatti partecipi della natura divina, ci diciamo e siamo in realtà figliuoli di Dio (1Jn 3,1).



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fonte https://www.maranatha.it/catrident/12page.htm
