Nato a Vitulano (Benevento) il 10 febbraio 1833, Camillo Mazzella, istruito presso il Collegio dei Gesuiti e il Seminario di Benevento, fu ordinato sacerdote anzitempo con dispensa papale l’8 settembre 1855. Il 4 settembre 1857 fece il suo ingresso nel noviziato gesuita della Provincia di Napoli e dopo due anni, in ragione della sua virtù e e della sua dottrina, fu inviato dai superiori a occupare la Cattedra di Filosofia presso il Collegio di Cosenza, donde passò al Seminario di Andria. Espulsi i Gesuiti da Napoli nel 1860, Mazzella trovò rifugio a Lione, dove continuò a studiare e si distinse per la disputa De universa theologia. Mente sopraffina, fu chiamato a insegnare Teologia Dogmatica e poi Morale presso la Fourviere. Nel 1868 fu nominato Professore di Teologia Morale all’Università di Geogretown a Washington D.C. e nel 1869 fu chiamato a occupare la cattedra di Teologia Dogmatica presso l’Università di Woodstock (Maryland), in cui fu pure Prefetto degli Studi. Al periodo statunitense appartengono le sue opere principali: De Religione et Ecclesia, De Deo Creante, De Gratia Christi, De virtutibus infusis. Nel novembre del 1878, Leone XIII, volendo rimettere al centro l’insegnamento di San Tommaso d’Aquino, richiamò a Roma Mazzella, che dell’Aquinate era ligio discepolo, e gli assegnò la Cattedra di Teologia dell’Università Gregoriana e poi la Prefettura degli Studi della stessa importante istituzione ignaziana. Papa Pecci lo nominò anche Consultore delle Congregazione del Sant’Offizio e degli Studi e se ne servì in affari molto importanti: basti ricordare la questione rosminiana e la redazione della Rerum novarum. Finalmente, “insigni doctrinae fama ac pari virtutis laude praeclarus” , il 7 giugno 1886 fu creato Cardinale Diacono di Santa Romana Chiesa. Leone XIII gli impose il galero rosso il 10 giugno successivo, assegnandogli la Diaconia di Sant’Adriano al Foro e chiamandolo a far parte di varie Congregazioni. Il 20 febbraio 1889 fu nominato Prefetto della Sacra Congregazione dell’Indice, carica che mantenne fino al 22 giugno 1893, quando fu nominato Prefetto della Sacra Congregazione degli Studi. Il 22 giugno 1896 optò per il Titolo di Santa Maria in Traspontina. Il 15 gennaio 1897 fu nominato Prefetto della Congregazione dei Riti e il 19 aprile dello stesso anno fu promosso alla Sede Suburbicaria di Palestrina, ricevendo la consacrazione episcopale l’8 maggio successivo dal cardinal Parocchi. Alla cerimonia presenziò suo fratello gemello Ernesto, Arcivescovo di Bari. Tomista profondo e raffinato, vescovo zelante, si presentò a Dio ricco di meriti il 26 marzo 1900.
Un suo insegnamento: «L’Angelico Dottore non pensò mai che ufficio del filosofo sia inventare teorie e come crearne a capriccio, ma aprire il libro della natura, leggervi i fatti, analizzarli, studiarli al lume dei primi principî, elevarli alla dignità di scienza e così perfezionare e svolgere i dettati del senso comune».
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