Il giovedì fra l’ottava di Pentecoste la Chiesa Romana ricorda nell’Epistola della Messa (Act. VIII, 5-8) il diacono Filippo. Questo eroe della Chiesa nascente gettò il seme della Regno di Dio nell’Etiopia amministrano il santo battesimo all’eunuco di Candace, regina di quella importante regione. A partire da questo fatto raccontato da san Luca negli Atti degli Apostoli, mons. Jean-Joseph Gaume (1802-1879) ci offre una preziosa riflessione, che riportiamo.

San Pietro miracolosamente uscito di prigione, continuava con nuovo ardore la missione legata al suo titolo di Pastore universale del gregge di Gesù Cristo. Bentosto egli partirà per Cesarea, e nella persona del Centurione Cornelio, aprirà ai gentili la porta del Vangelo; e cosa degna di considerazione, sarà preceduto in tal viaggio dal diacono Filippo. Come tu ben sai, la violenta persecuzione che ebbe luogo in Gerusalemme, e nella quale santo Stefano suggellò la fede col suo sangue, avea sparsi i Cristiani nelle differenti parti della Samaria e dei paesi circonvicini. A somiglianza di tanti altri il diacono Filippo s’era allontanato dalla città deicida, ed evangelizzava con gran successo i Samaritani. Nostro Signore che dall’alto dei cieli lo considerava con amore, scorse una pecorella forestiera, una pecorella illustre, e volle condurla nel suo gregge. Tosto è chiamato un angelo; il quale in ginocchio dinanzi al divino Maestro, attende i suoi ordini, li riceve e parte. Arrivato presso Filippo gli dice: “Levati, va in tutta fretta dalla parte del Mezzogiorno sulla via di Gerusalemme a Gaza. Filippo obbedì. Ed ecco un Etiope, gran tesoriere di Candace, regina d’ Etiopia, che era venuto a Gerusalemme per fare le sue adorazioni al Signore, e se ne ritornava assiso sopra il suo cocchio leggendo il profeta Isaia[1] … La missione dell’Angelo non era finita. È dato a lui ordine di comandare a Filippo d’avvicinarsi al cocchio. E Filippo veggendo che il religioso Etiope leggeva la Scrittura, gli domanda se comprende ciò che ei legge. Questi col candore d’un neofito risponde: “Come posso io comprendere ciò che leggo, se nessuno me lo spieghi?”. E sì dicendo invita Filippo a salire sul cocchio. Filippo si fa suo interprete, e con la testimonianza stessa del profeta, prova la divinità di nostro Signore e la necessità del battesimo per esser salvo. Fatti pochi passi, scorgono dell’acqua e l’ Etiope, docile alla grazia, dice a Filippo: “Ecco l’acqua; chi impedisce che io sia battezzato?”. E sceso con Filippo dal cocchio. riceve il battesimo. Rientrato nel suo paese, egli diviene l’apostolo zelante dell’Evangelio. Ecco perché gli Etiopi si gloriano anche a’ dì nostri di essere la prima nazione chiamata alla fede. Dopo questa gloriosa conquista, che avvenne al fortunato diacono? L’angelo avea ricevuto ordine di rinnovare su lui il fatto che noi abbiamo letto nella storia di Daniele. Egli prende Filippo, e in un istante lo trasporta nella città d’ Azoto. Poiché i primi discepoli dovevano in persona portare il Vangelo sino alle estremità del mondo, bisognavano d’assai mezzi di locomozione, rapidi come i battelli a vapore e le ferrovie. Nella conversione dell’illustre Etiope v’è una circostanza che debbo farti notare. Egli legge la Scrittura, ma confessa che per comprenderla bisogna che gli sia spiegata. Ecco la condanna degli eretici di tutti i tempi e dei protestanti in particolare. Ciascun di loro si crede in diritto d’ interpretare la Scrittura secondo i propri lumi. Laonde quante teste, altrettante opinioni, altrettante sètte, altrettante variazioni e contradizioni continuamente rinnovellate, sostenute con caparbietà sino alla negazione d’ ogni credenza.

La genuflessione al secolo XIX o Studio sulla prima legge della creazione
per mons. Gaume protonotario apostolico, Prato, 1878, pp. 36-39.


  1. Leggeva il carme del Servo Sofferente di Jahvé, profezia messianica della Passione di Gesù. Vedi “Davide e Isaia scrivono i dettagli della passione di Cristo 1000 e 700 anni prima della Sua nascita“, “Il peccato, il mistero e la profezia. “Isaia 53” e la Passione di Cristo raccontata nei dettagli con secoli di anticipo“, “Isaia 53: Codice Golgota↩︎


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