Monsignor François Ducaud-Bourget (Bordeaux, 24 novembre 1897 – Saint-Cloud, 12 giugno 1984), già combattente durante la Prima Guerra Mondiale e resistente contro i Tedeschi durante la Seconda, poeta, cappellano dell’Ordine di Malta, collaboratore di mons. Lefebvre e protagonista dell’occupazione tradizionalista di Saint Nicolas du Chardonnet, è uno dei padri nobili della resistenza cattolica al modernismo conciliare e post-conciliare e alla sua espressione suprema, ossia la “nuova messa” di Paolo VI.
Riportiamo due sue dichiarazioni in merito:

1. «Dopo il Concilio[1], cominciarono a spiegarci che non dovevamo più recitare il salmo Judica me all’inizio della Messa. Ovviamente, non era parte integrante della Messa; si trattava di preghiere che il sacerdote recitava mentre andava in processione dalla sacrestia all’altare. Di conseguenza non era un dramma; se insistevamo sullo Judica me, potevamo recitarlo prima, e, all’altare, avremmo iniziato direttamente con l’Adiutorium nostrum, e la Messa sarebbe continuata. Ma poi ci dissero che dovevamo togliere l’ultimo Vangelo. Bene. L’ultimo Vangelo è un’ulteriore parte aggiunta alla Messa, per rispondere ai desideri della folla. Quindi, non è parte integrante del sacrificio; era una devozione venerabile e rispettabile; ma comunque, poiché ci era stato detto di toglierlo, potevamo toglierlo. E poi, gradualmente, si cominciò a toccare l’offertorio[2]. Ora l’offertorio è parte integrante del sacrificio. Così, quando vidi questo, dissi: in queste condizioni, riprendo tutto come prima».

2. «Eretica, non lo so. Se lo fosse, sarebbe meno pericoloso, sarebbe ovvio. Ma, quanto all’essere equivoco, la Messa di Paolo VI lo è innegabilmente. Non vogliono ammettere che la loro Messa sia equivoca. Dico questo: quando la stessa Messa può essere celebrata da pastori protestanti e da preti cattolici, è protestante, è cattolica? Risposta: è equivoca. Cosa significa, secondo il dizionario, essere equivoco? Significa avere due significati. Quindi, se la Messa di Paolo VI non è equivoca, è perché non parliamo più francese. Ripeto: questa Messa che può essere celebrata dalla Confessione di Augusta, dai pastori anglicani e dai preti cattolici, è ovviamente una Messa equivoca[3]. Anzi, può essere interpretata in modo diverso da coloro che la celebrano in modo identico, poiché i protestanti non credono nel sacrificio perpetuo di Gesù Cristo, mentre noi sì. Quindi, la domanda è: questa Messa è un sacrificio o no?[4]».


  1. Sulle prime riforme conciliari vedi i seguenti articoli: Bomba a orologeria. Due parole sulla “Sacrosanctum Concilium”, I 50 anni della nuova messa: le prime riforme liturgiche, I 50 anni della nuova messa: la costituzione Sacrosantum concilium, ‘Sacrosantum Concilium’. Il prologo della rivoluzione liturgica (1), ‘Sacrosantum Concilium’. Il prologo della rivoluzione liturgica (2) ↩︎
  2. In merito al nuovo offertorio gli estensori del Breve Esame Critico notavano: «Nel Novus Ordo si snatura l’offerta in una specie di scambio di doni tra l’uomo e Dio; l’uomo porta il pane e Dio lo cambia in «pane di vita»; l’uomo porta il vino e Dio lo cambia in «bevanda spirituale». Vidagal da Silveira ha fatto notare nelle sue Considerazioni sull’Ordo Missae di Paolo VI che l’offertorio della messa nuova richiama l’offertorio luterano: «Il nuovo offertorio conserva delle espressioni che, a prima vista, sembrerebbero in contraddizione con le dottrine di Lutero sul perdono dei peccati e sulla messa in generale: “sacrificio”, “cuore contrito”, “offerta” del pane e del vino, “lavami, Signore, da ogni colpa…”, ecc. Tuttavia, un’attenta analisi dei testi dimostra che queste espressioni si trovano, in termini quasi identici, nei versetti dei salmi e in altri testi dell’offertorio della messa luterana» ↩︎
  3. “Numerosi protestanti dichiararono di poter celebrare la santa Cena con le stesse preghiere della Chiesa cattolica: «Teologicamente, è possibile», affermò Max Thurian, della comunità di Taizé” (in Padre Joachim F.B.M.V. Dalla messa di Lutero alla messa di Paolo VI). Vedi anche I 50 anni della nuova messa: la dimensione ecumenica della riforma liturgica (1), I 50 anni della nuova messa: la dimensione ecumenica della riforma liturgica (2) e Jean Guitton e la messa ecumenica … di Paolo VI. ↩︎
  4. L’iniziale definizione della messa data dal punto n. 7 dell’Ordinamento Generale del Messale Romano era sostanzialmente protestante e fu modificata, ma la modifica non certamente in line con l’ortodossia, come si spiega nell’articolo “La Cena del Signore o Messa”. La definizione della messa nuova riveduta ma non corretta↩︎

🔴 Breve esame critico del Novus Ordo Missae

🔴 “Il vaso di Pandora”. Un articolo di Cristina Campo sulla riforma liturgica.

🔴 Padre Calmel op: “L’onore sacerdotale impone di non celebrare il Novus Ordo”.

🔴 “La messa bastarda”. Monsignor Lefebvre sul Novus Ordo Missae.

🔴 Lettera di Mons. Celada “agli assassini della liturgia”.

🔴Messale tridentino, Messale di Paolo VI …Un rito o due riti?



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fonte citazioni http://leblogdumesnil.unblog.fr/2024/06/11/2024-123-in-memoriam-monseigneur-francois-ducaud-bourget/

fonte immagine https://laportelatine.org/formation/crise-eglise/le-franc-parler-de-mgr-ducaud-bourget-en-defense-de-la-tradition