Nella vigilia della Natività del Precursore la Santa Chiesa legge le parole che Dio rivolse al Profeta Geremia: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Jer I, 5).
L’Arcivescovo Antonio Martini (1720-1809) nel commentare questa parola del Signore insegna:
«Ti conobbi con una cognizione di approvazione e di amore prima di formarti nel seno della madre e ti santificai nel seno stesso della tua madre prima del tuo nascere. Questa santificazione si intende da molti della liberazione del peccato originale, da cui fu mondato Geremia fin dall’utero ma terno per privilegio simile a quello conceduto a s. Giovanni Battista, al qual sentimento si conforma s. Agostino lib. IV. oper imperf. cont. Julian. cap. XXXIV. dove dice: Geremia, e Giovanni, benché santificati l’uno e l’altro nel seno delle loro madri, trassero nondimeno il peccato originale; lo che evidentemente significa che furono conceputi in peccato, ma dal peccato stesso mondati e purificati prima che uscissero dal ventre materno»[1]
Il venerabile gesuita Luis de la Puente (1554-1624) si sofferma a contemplare questa santificazione del Battista in grembo a sua madre e ci propone la seguente meditazione:
«Giovanni fu la primizia di tutti i santi fatti da N. S. dopo la sua incarnazione; e cosi lo santificò con singolarità grande di privilegio, dandogli gran santità, molte grazie gratis date, e con modo molto perfetto, concedendogli l’uso di ragione e del libero arbitrio, illuminandogli l’intelletto per conoscere le sua incarnazione, ed infiammandogli la volontà con affetti ferventi di ammirazione e amore, con giubili e gaudi nello Spirito Santo … È da credere, come dice s. Ambrogio (In Luc. 1), che non gli togliesse l’uso di ragione che gli aveva conceduto, e per conseguenza che, come la Vergine ne’ tre mesi che stette in casa di Zaccaria, serviva d’aiuto a s. Elisabetta, perché crescesse in ogni virtù; così il bambino Gesù, che stava nel ventre della Vergine, aiutasse il bambino Giovanni che stava nel ventre di Elisabetta, perché crescesse nella santità che gli aveva conceduta, proseguendo nell’aumento di questa con nuovi atti del suo libero arbitrio infiammato colla divina grazia dallo Spirito Santo di cui era pieno»[2]
- La Bibbia secondo la Volgata tradotta in lingua italiana e con annotazioni dichiarata da Monsignore Antonio Martini, Arcivescovo di Firenze, Volume Secondo, Edoardo Sonzogno Editore, Milano, 1890,p. 282. ↩︎
- Meditazioni del ven. padre Ludovico Da Ponte, Parte Seconda, Milano, 1853, p. 135. ↩︎
🔴 La Natività di san Giovanni Battista.
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