Una conferenza a tema eucaristico di monsignor Fra Vincenzo Leone Sallua OP, Arcivescovo titolare di Calcedonia e Commissario generale della Sacra Romana ed Universale Inquisizione.
L’Eucaristia! ecco la sintesi perfetta delle opere di Dio nell’uomo per sollevarlo dalla degradazione, che segui la colpa di origine.
Già erano perfetti i cieli nei loro maravigliosi svolgimenti: era perfetta la terra nelle sue svariate produzioni. Mancava però un essere intelligente, capace di fruire delle terrene delizie, e di contemplare le grandezze celesti, per magnificare, a nome di tutte le creature, le opere del Creatore. Quest’essere fu il capolavoro della Onnipotenza creatrice. La Triade augusta impresse in fronte a quest’essere il lume della sua intelligenza. Quest’essere, o Signori, è l’uomo; l’uomo costituito da Dio donno e sovrano delle maraviglie dell’Universo. Ecco Adamo! Compiacenza del Creatore supremo, letizia degli Angeli, signore del tutto, beato per sapienza e per amore, giusto e felice.
Ahi! però, un mostro invido e maledetto gli si fa dappresso, lo seduce, lo ribella al divino comando, lo ferisce a morte! Da questo momento tutto è disordine i cieli si chiudono sopra il suo capo, la terra gli rifiuta i suoi tesori, la morte alza, signora e donna, l’inesorabile falce! e l’uomo colpito dallo sdegno di Dio viene miseramente sbandito dall’Eden beato, e spinto nella terra dell’esilio e del dolore tra le ombre di ogni maniera di miserie, dove la morte tosto incomincia il suo funesto impero.
Se non che, o Signori, l’Onnipotente Iddio non soffre la totale rovina della più bella opera delle sue mani: richiama l’uomo a novella vita, ch’è quella del divino perdono, e a dimostrare all’uomo un amore immenso, una carità infinita, vuole, che il suo Unigenito, il Verbo eterno ipostaticamente congiungasi all’umana natura: e che per un secondo prodigio della stessa sua onnipotenza unisca a sé l’uomo di tale unione fino a divenire ineffabilmente il suo nutrimento, la sua vita, la sua delizia, il suo tutto.
Ecco, o Signori, il fine dell’amore perpetuo del Padre e del Figlio verso l’uomo: ecco il sublime concetto della Eucaristia. Ecco la Eucaristia per cui l’uomo si sublima fino a Dio, vive della vita di Dio, ama coll’ amore di Dio, opera colla forza di Dio, s’immola tutto pel suo Dio, e ne addiviene la stessa sua vita, qui manducat me, ipse vivet propter me, e già forma un sol pensiero, un solo amore con Dio, ed è anzi al possesso della vita eterna: onde viene affermato, o Signori, che per la Eucaristia l’uomo diviene una sola cosa con Dio: ut sint consummati in unum, sicut Ego et tu unum sumus.
Questa, o Signori, è la Eucaristia in ordine alla onnipotenza di un Dio di amore; ammirabile riflesso del grande Agostino, il quale elevandosi sulle ali del pensiero a contemplare l’Eucaristia ebbe ad esclamare, che nella Eucaristia la onnipotenza, la onnipotenza stessa ebbe a raggiungere il suo termine: Cum Deus esset omnipotens, plus dare non potuit.


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