Riportiamo la parte finale della costituzione dogmatica “Pastor Aeternus” del Concilio Vaticano I .

Allo scopo di adempiere questo compito pastorale [di reggere e governare tutta la Chiesa], i Nostri Predecessori rivolsero sempre ogni loro preoccupazione a diffondere la salutare dottrina di Cristo fra tutti i popoli della terra, e con pari dedizione vigilarono perché si mantenesse genuina e pura come era stata loro affidata. È per questo che i Vescovi di tutto il mondo, ora singolarmente ora riuniti in Sinodo, tenendo fede alla lunga consuetudine delle Chiese e salvaguardando l’iter dell’antica regola, specie quando si affacciavano pericoli in ordine alla fede, ricorrevano a questa Sede Apostolica, dove la fede non può venir meno, perché procedesse in prima persona a riparare i danni [Cf. S. Bern. Epist. CXC]. Gli stessi Romani Pontefici, come richiedeva la situazione del momento, ora con la convocazione di Concili Ecumenici o con un sondaggio per accertarsi del pensiero della Chiesa sparsa nel mondo, ora con Sinodi particolari o con altri mezzi messi a disposizione dalla divina Provvidenza, definirono che doveva essere mantenuto ciò che, con l’aiuto di Dio, avevano riconosciuto conforme alle sacre Scritture e alle tradizioni Apostoliche. Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede. Fu proprio questa dottrina apostolica che tutti i venerabili Padri abbracciarono e i santi Dottori ortodossi venerarono e seguirono, ben sapendo che questa Sede di San Pietro si mantiene sempre immune da ogni errore in forza della divina promessa fatta dal Signore, nostro Salvatore, al Principe dei suoi discepoli: “Io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”. Questo indefettibile carisma di verità e di fede fu dunque divinamente conferito a Pietro e ai suoi successori in questa Cattedra, perché esercitassero il loro eccelso ufficio per la salvezza di tutti, perché l’intero gregge di Cristo, distolto dai velenosi pascoli dell’errore, si alimentasse con il cibo della celeste dottrina e perché, dopo aver eliminato ciò che porta allo scisma, tutta la Chiesa si mantenesse una e, appoggiata sul suo fondamento, resistesse incrollabile contro le porte dell’inferno. Ma poiché proprio in questo tempo, nel quale si sente particolarmente il bisogno della salutare presenza del ministero Apostolico, si trovano parecchie persone che si oppongono al suo potere, riteniamo veramente necessario proclamare, in modo solenne, la prerogativa che l’unigenito Figlio di Dio si è degnato di legare al supremo ufficio pastorale. Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa. Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia: sia anatema.



🔴 La definizione dogmatica dell’Infallibilità del Papa

🔴 Pastor Aeternus, crocevia della storia

🔴 Le ragioni dell’infallibilità del Papa: l’unità della Chiesa

🔴 Quali limiti ha e come si è giunti alla definizione dell’infallibilità papale al Concilio Vaticano I

🔴 Discorso di Sant’Antonio Maria Claret sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso del Cardinale Costantino Patrizi Naro, Segretario dell’Inquisizione, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso del Cardinale Henry Edward Manning, Arcivescovo di Westminster, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso del Cardinale Victor Auguste Dechamps, Arcivescovo di Malines, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso del Cardinale Paul Cullen, Arcivescovo di Dublino, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso del Cardinale Salvatore Nobili Vitelleschi, Arcivescovo di Osimo e Cingoli, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso di Mons. Francesco Zunnui-Casula, Vescovo di Ales e Terralba, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso di Mons. Mariano Ricciardi, Arcivescovo di Reggio Calabria, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso di Mons. Ignatius von Senestrey, Vescovo di Ratisbona, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso di Mons. Pietro Doimo Maupas, Arcivescovo di Zara, sull’infallibilità pontificia

🔴 Discorso di Mons. Pierre Simon Louis Marie de Dreux Brézé, Vescovo di Moulins, sull’infallibilità pontificia



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