Riportiamo un passo del libro Contra errores Graecorum composto da san Tommaso d’Aquino su mandato di papa Urbano IV.

Poiché tra i disputanti accade spesso una contraddizione circa alcune cose che non sono di necessità per la salvezza, affinché nessuno pensi che non sia di necessità per la fede, per la quale siamo salvati, credere che lo Spirito Santo proceda dal Figlio, bisogna dimostrare per mezzo delle autorità dei dottori greci che ciò è di necessità per la fede e per la salvezza. Dice infatti Atanasio nella lettera a Serapione: “Secondo quanto comanda l’apostolo: ‘Evita l’uomo eretico dopo la prima e la seconda correzione’. Anche se vedessi alcuni volare per l’aria con Elia, e calpestare i mari a piedi asciutti con Pietro e Mosè; se non confessano lo Spirito Santo essere Dio naturalmente esistente da Dio Figlio, così come noi confessiamo il Figlio essere Dio naturalmente generato eternamente da Dio Padre: non riceverli“. E ancora: “Non comunicare con coloro che bestemmiano e negano che lo Spirito Santo sia Dio della natura di Dio Figlio“. Cirillo dice nel Libro dei Tesori: “È necessario per la nostra salvezza confessare che lo Spirito Santo procede dall’essenza del Figlio, come da Lui esistente secondo natura“. Inoltre, Epifanio nel libro sulla Trinità afferma: “Tu stesso ti allontani dalla grazia di Dio, quando non ricevi il Figlio dal Padre, né dici lo Spirito Santo dal Padre e dal Figlio“. È chiaro dunque che in nessun modo sono da tollerare coloro che negano che lo Spirito Santo proceda dal Figlio».

L’insegne storico e cardinale J. Hergenröther, nel suo “La vittoria sul paganesimo, la lotta alle eresie, l’ordine monastico“, scrive in merito a questo punto della nostra fede: «La scuola di S. Agostino riguardava nel Padre l’essere e la vita divina, nel Figliuolo la cognizione e il pensiero, nello Spirito Santo la volontà e l’amore di Dio. Nell’uomo trovava un’immagine della Trinità divina. Che poi lo Spirito Santo proceda dal Padre e dal Figliuolo come loro amore e loro dono vicendevole era in Occidente un punto di dottrina chiaramente riconosciuto, e in Oriente contrastato solo da pochi; i più confessavano aver Egli l’essere per il Figliuolo, da lui ricevere la scienza, e del Figliuolo essere Spirito come del Padre».


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