Alcune citazioni tratte dalle opere di san Bonaventura da Bagnoregio, dell’Ordine dei Minori di San Francesco, Cardinale e Vescovo di Albano e Serafico Dottore della Santa Chiesa sul Papato Romano e sulle divine prerogative.

“Insegniamo e dichiariamo, conformemente alle testimonianze del Vangelo, che al beato Pietro fu promesso e conferito direttamente dal Signore il primato di giurisdizione su tutta quanta la Chiesa di Dio” (Sect. IV, cap. 1).

“Solo per tutti risponde Pietro affinché sia raccomandata l’unità della Chiesa, nella fede, nella confessione e nella prelatura. Da ciò, Pietro, come un unico prelato della Chiesa, lui solo per tutti, risponde. Per il merito di questa confessione, della confessione di un solo per tutti, gli è stato confermato il nome di Pietro, e gli è stata concessa la prelatura universale sulla Chiesa, secondo quanto gli fu dice: “E io ti dico, che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Da ciò appare che Pietro rispose per primo non per impeto, ma ispirato dallo Spirito Santo. E questo è ciò che si dice nella Glossa: “Lui solo per tutti, in quanto il più anziano e principe degli Apostoli”. Da ciò appare chiaramente che Cristo con questa parola confutò gli errori, e pose il fondamento di tutta la Chiesa … Da qui deriva che fu chiamato Pietro e che mai venga meno la sua fede” (Esposit. in Luc. cap. 9).

“La Sede apostolica… ha immediatamente la cura della Chiesa; da essa gli altri pastori della Chiesa, tanto maggiori quanto minori, ricevono l’autorità di governare sia mediatamente che immediatamente, e da essa emanano tutte le leggi dei canoni” (Sent. II, dist. XLIV, dub. 2).

“Qualunque cosa dicano i disputanti e i predicatori, questo si deve ritenere come sana dottrina che il Signore ha conferito al suo Vicario la pienezza della potestà e che egli ha ricevuto un potere così grande quanto conveniva dare a un puro uomo. E questo per l’edificazione del suo corpo che è la Chiesa. Perciò su questo non dobbiamo giudicare temerariamente, ma dobbiamo rendere moltissime grazie a Dio” (Sent. IV, dist. XX, part. II, art. 1).

“Te dunque, Sacrosanta Romana Chiesa, come una seconda Ester elevata tra i popoli, come madre, regina e maestra di tutte le Chiese, il ceto dei tuoi poveri ti interpella fiduciosamente per difendere e insegnare la verità sia dei costumi sia della fede, affinché tu, che li hai generati come madre e allevati come nutrice, ora anche come regina li difenda potentemente e giustamente: poiché per disposizione divina hai meritato di raggiungere la vetta suprema della potestà pontificia e regia, affinché in difficili momenti di necessità fossi preparata a difendere il popolo di Cristo. Alzati dunque, Santa Madre, e giudica la tua causa, perché se questo povero Ordine dei Minori professa rettamente la verità del Vangelo, è tuo; se devia dalla verità nella professione da te sancita, è tuo; e per questo, se a tale santa professione viene imputato un errore, tu che l’hai sancita, affermi di errare; e tu che finora sei stata maestra di verità, ora sei accusata di approvare l’errore, e da certi presuntuosi moderni sei derisa come ignara del diritto divino e umano” (Apolog. paup. cap. 2).


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