«L’infallibilità pontificia è la PIETRA ANGOLARE dell’edificio ecclesiastico, contro il quale sono nulli gli assalti infernali»
«Pio è lo stesso Pietro che forma l’unità cattolica; Pio è lo stesso Pietro che siede, vive regna e governa la Chiesa universa: “Beatus Petrus in propria Sede et vivit et praesidet et praestat quaerentibus fidei veritatem” disse san Pier Crisologo. E come senza Pietro gli Apostoli niente ebbero nella Chiesa, cosi senza Pio i Vescovi niente posseggono nella Chiesa. “Ut cum multa solus Petrus acceperit, nihil in quemquam sine ipsius participatione transierit” (San Leone). Ed è perciò che come l’unità della Chiesa, cosi pure l’unità dell’Episcopato si forma in Pietro e continua nel legittimo suo Successore: “Exordium ab unitate proficiscitur ut una Ecclesia et Cathedra una monstretur“»
«Se rivolgeremo gli occhi per tutto il giro terrestre, non vedremo più felice repubblica, più civile, più ornata di quelle doti, le quali sollevan l’uomo sopra le bestie e l’avvicina agli Angeli, che il Cristianesimo ubbidiente alla Sedia Romana. Né questo accade per beneficio della natura e del clima … è un bene che nasce da questo governo designato da Cristo … del quale governo, come intendete, la base, il legame, l’intelligenza motrice è l’autorità del Pontefice»
«Con la definizione di questo Concilio Vaticano che rafforzi con l’infallibile giudizio di tutta la Chiesa la suprema autorità del suo Capo, la giurisdizione della Sede apostolica che è fonte unica di verità e unità, aumenterà in forza al punto da trasmettere nuovo slancio e nuovo vigore al corpo episcopale, sarà confermata la fede e l’obbedienza di tutti i cristiani, sarà rafforzata l’unità dell Chiesa e la certezza del Magistero infallibile come la TESTUGGINE ROMANA impenetrabile grazie agli scudi uniti e inscalfibile da ogni parte prenderà e annienterà i dardi infuocati del Maligno»
«O Pietro, pietra di fede, Tu con giusto nome sei chiamato pietra, quando il Signore fortificò l’inconcussa fede della Chiesa, ti fece sommo pastore di tutte le pecore immaginabili, ti fece ottimo custode delle porte celesti, affinchè tu le apra a tutti coloro che vi bussano con fede. In te fondò la Chiesa immobile, su cui non prevarranno le porte degli inferi, affinchè non vincano le ciarle degli eretici, nè la distrugga l’arroganza dei barbari»
«Ai Sommi Pontefici, successori di Pietro, è stata data una suprema potestà su tutti, pecore e agnelli ,e che sia stata data su tutta la Chiesa è di solare evidenza, ma è altrettanto chiaro che una potestà di questo tipo non sia mai stata data ai vescovi. Gli apostoli, sin quando vissero, avevano una certa qual straordinaria potestà per poter portare al mondo l’Evangelo. Ma con la loro morte questa potestà straordinaria cessò e la potestà dei vescovi fu riportata nei confini delle loro diocesi»
«Perché Cristo ha detto “Tu es Petrus”? Perché ha detto “Rogavi pro te”? Perché ha detto “Pasce oves meas”? Forse che Cristo ha parlato invano? Egli parlava a Pietro DA SOLO, solo a Pietro ha conferito il Primato e insieme l’infallibilità … Se il Papa non è infallibile, non vi può essere unità della fede. Perché? … Che accade al centro della terra? Vi è una forza di attrazione generale che sul globo terraqueo è detta di gravità. Per codesta legge tutti i corpi tendono al centro della terra ed esso li attrae fortemente. Da ciò deriva la conservazione del globo terraqueo, Da questo viene che questa cattedra e chi vi parla aderisce stabilmente alla terra. Altrimenti senza questa forza che accadrebbe? I corpi volerebbero e il globo terraqueo si dissolverebbe. Il pontefice è quindi il centro della Chiesa che, come il centro della terra attrae fortemente e invincibilmente, non solo i cuori attraverso l’obbedienza ma le menti attraverso la fede»
« Se l’autorità del Romano pontefice è suprema, deve essere infallibile in docendo. […] E non meno connessa è l’Infallibilità pontificia con la ragione e il fine del Primato. Fine del Primato è la conservazione dell’unità, affinché tutti siano un solo corpo, una sola fede, un solo battesimo. Questa unità è ESSENZIALE alla Chiesa di Cristo (ovvero la Chiesa cattolica) e costituisce il segno distintivo della sua stessa ortodossia. Se Cristo ha istituito lo stesso primato per mantenere la Chiesa intera in questa unità, certamente ha conferito a chi detiene il primato l’autorità e il potere che assolutamente serve per adempiere questo incarico. L’unità dalla Verità, la divisione dall’errore. Per conservare quest’unità è necessario un magistero certissimo di verità come mezzo ESSENZIALE. »
«E dunque dal momento che oggi, a causa del progresso, come lo chiamano, ci sono cento lingue e cento bocche attraverso le quali ogni singolo giorno si propagano errori in nuove forme e ognidove, è assolutamente necessario che OGNI SINGOLO GIORNO vi sia anche un supremo giudice infallibile che, in quanto infallibile, condanni e respinga quegli scrittori erranti e deviati che ogni giorno decretano a se stessi l’infallibilità e li sconfigga con una vera e divina infallibilità. NESSUNA CONDIZIONE, NESSUNA LIMITAZIONE, può essere posta nella definizione, tranne per ciò che è stato detto ovvero che per quanto riguarda il soggetto non parli da dottore privato ma con ruolo docente, per quanto riguarda l’oggetto che si tratti di fede e costumi, per quanto riguarda la causa efficiente e formale questa sia l’assistenza dello Spirito Santo»
«La Chiesa, come società divinamente costituita, deve avere sempre un punto focale permanente di infallibilità: poiché in qualsiasi momento possono sorgere dubbi o questioni di fede o di costumi … Questo fuoco permanente e visibile invece é il centro dell’unità cattolica, nel quale necessariamente deve essere presente un principio, da cui sorgano unità di fede e comunione. Il principio è l’autorità suprema, dotata di infallibilità, altrimenti sarebbe incapace di produrre e conservare l’unità»
«Il regno dei cieli (ovvero la Chiesa), reverendissimi padri, è regno di Verità, regno di un Dio che disse di sè stesso: EGO SUM VERITAS. Dunque a Pietro furono date le chiavi della verità, per questo il Papa è infallibile. Questa è la sola possibile interpretazione, in virtù della quale il privilegio concesso al solo Pietro, distinto dagli altri apostoli , si aggiunge alla prerogativa data a tutti gli apostoli congiunti con Pietro, in modo tale che da entrambe queste collazioni sorga uno splendido ordine di unità»

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