Riportiamo senza ulteriore commento e con grassettature nostre, l’intervento del Card. Czerny pubblicato sul sito del Vaticano e inserito nel contesto della Conferenza Stampa di presentazione del nuovo formulario della Missa “pro custodia creationis”. Da notare l’insistenza sulla parola “rivoluzionario” usata nel testo: ci si permetta di notare, con una punta di ironia, che siamo quasi alla conferma “ufficiale” della sovversione descritta – fin dal titolo – nel volume Golpe nella Chiesa. Documenti e cronache sulla sovversione: dalle prime macchinazioni al Papato di transizione, dal Gruppo del Reno fino al presente.
Il Messale Romano contiene 49 Messe e Orazioni per diverse necessità ed occasioni: 20 riguardano la Chiesa, 17 le necessità civili, e 12 sono per varie circostanze. Tra i formulari “per le necessità civili”, oggi siamo lieti di introdurre una “Messa per la custodia della creazione” (Missa pro custodia creationis), per rispondere alle istanze suggerite dalla Laudato si’ giunte da tutto il mondo.
Negli ultimi decenni, la Chiesa ha costantemente affermato la «reciproca responsabilità tra essere umano e natura» (LS 67). Trentacinque anni fa, Papa San Giovanni Paolo II pubblicava il suo rivoluzionario Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1990, «Pace con Dio Creatore, pace con tutto il creato», mentre dieci anni fa, Papa Francesco pubblicava la sua enciclica ancor più rivoluzionaria dal titolo «Laudato si’: sulla cura della casa comune».
Con questo nuovo formulario di orazioni per la Messa, rendiamo grazie a Dio nostro Creatore e preghiamo affinché impariamo a prenderci cura del Suo dono. Il formulario sarà utilizzato la prossima settimana da Papa Leone XIV nel Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo1.Secondo le norme liturgiche, questo formulario potrà essere usato per chiedere a Dio la capacità di custodire la creazione.
Quello del creato non è un tema che si va ad aggiungere, ma è sempre presente nella liturgia cattolica. Quando si celebra l’Eucaristia, infatti, “tutto il cosmo rende grazie a Dio … L’Eucaristia unisce il cielo e la terra, abbraccia e penetra tutto il creato” (Laudato si’, 236).
Durante ogni Messa, benediciamo Dio per il pane e il vino che abbiamo ricevuto e che offriamo: “frutto della terra… frutto della vite… e del lavoro dell’uomo”. In ogni domenica e solennità, iniziamo a proclamare la nostra fede: “Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra”. Il dono divino della vita è, fin dall’inizio, completato o compiuto dalla vita, dalla passione, dalla morte e risurrezione di Cristo.
La Missa pro custodia creationis inizia così: “I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento» (Sal 19,2). Il Vangelo, poi, parla dei gigli del campo e degli uccelli del cielo (Matteo 6,24-34) o racconta di Gesù che placa il mare in tempesta (Matteo 8,23-27).
Con questa Messa, la Chiesa offre un sostegno liturgico, spirituale e comunitario per la cura che tutti dobbiamo prestare nei confronti della natura, la nostra casa comune. Tale servizio è davvero un grande atto di fede, speranza e carità.
Questa Messa è motivo di gioia. Rinnova la nostra gratitudine, rafforza la nostra fede e ci invita a rispondere con cura e amore, in un sentimento sempre crescente di meraviglia, rispetto e responsabilità. Ci chiama ad essere fedeli amministratori di ciò che Dio ci ha affidato nelle nostre scelte quotidiane e nelle politiche pubbliche, così come nella preghiera, nel culto e nel modo con cui viviamo nel mondo.
Fonte: Vatican.va
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